Gli avaf a Roma per Enel Contemporanea. Lo potevo fare anch'io?

Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma

Con Roma ha preso il via da pochi giorni il secondo appuntamento di Enel Contemporanea con l'arte negli spazi pubblici.

Questo primo intervento è stato affidato al gruppo brasiliano avaf, che ha già esposto in musei internazionali. Come già l'anno passato rimango perplessa di fronte all'uso o alla scelta. L'arte contemporanea deve far discutere, incuriosire, rivitalizzare e forse l'installazione fatta di tende, tendoni, tele, disegni e fili colorati, porterà a questo. Turisti e passanti si chiedevano cosa fossero quei tendoni e quei disegni (comunque ci sono le spiegazioni bilingue a fugare ogni dubbio).

Forse è l'obiettivo, ma io ho trovato l'installazione brutta, proprio brutta. Magari passandoci di notte con l'illuminazione l'effetto è diverso. Si parla di occasione di poter interagire con le rovine permettendo di rivivere un tempo e una storia passata attraverso visioni contemporanee. Dalle strutture portanti al materiale decorativo, dalle video proiezioni ai giochi di luce (che io non ho visto neanche al tramonto), tutto nelle opere degli avaf riconduce a illusioni reali, a sogni surreali e a paesaggi astratti e talvolta provocatori. Se ci passo in notturna forse mi ricrederò, ma di giorno per me è inguardabile.

Enel Contemporanea: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma
Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma
Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma
Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma

Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma
Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma
Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma
Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma
Enel Contemporanea 2008: installazione degli avaf a Piazza Argentina, Roma

Qualcuno ha ipotezzito che fossero i resti di una festa, e in un certo senso il commento si avvicina alla realtà, perché si tratta di un gioco ricreato, del carnevale brasiliano, ma anziché rivitalizzare il luogo di energia come era nelle intenzioni, gli ha dato secondo me un aspetto da baraccone in disuso con i palloncini sgonfi. E non c'è cosa più triste di una festa fuori tempo, come gli addobbi natalizi in estate.

Per citare e parafrasare un libro del curatore dell'evento, Francesco Bonami, non lo potevo fare anch'io, ma qualcosa di meglio si poteva fare.

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