Speechless l'inquietante istallazione di Glaser e Kunz al 104 di Parigi


Sette viaggiatori persi nel buio con le loro valigie, due artisti specializzati in arte-video e il 104 di Parigi. Agitare bene prima dell'uso e approfittarne per gustare l'intenso spaesamento prodotto da "Speechless", l'inquietante istallazione di Daniel Glaser e Magdalena Kunz al 104. L'opera del duo svizzero ha connotati davvero da brivido. Costruita con l'utilizzo di manichini, accuratamente vestiti con colori scuri e indefiniti, disposti a mo' di montagna intorno ad un nutrito numero di bagagli, rivela l'oscuro dettaglio dei volti in movimento. Perché grazie ad un gioco di proiettori nascosti, gli spettatori si ritrovano ad assistere alle espressioni concitate dei fantocci, che di punto in bianco abbandonano la loro natura plastica dinoccolata ed innaturale, per assumere vere e proprie emozioni umane, in un gioco che accende uno stupore un po' morboso.

Ospitato all'interno del Festival Temps d'Images, con il sostegno del canale culturale Arte.tv, il lavoro suscita la riflessione sul tema dello spostamento, dell'alterità e del portato traumatico delle traslazioni nello spazio e nel tempo.

Seduti schiena a schiena, i viaggiatori guardano nel vuoto emettendo dei versi, dei suoni e delle melodie, senza pronunciare una sola parola. Rumori inquietanti escono dalla loro bocca come se fossero stati privati della facoltà di parlare. Da questa strana cacofonia nasce a volte un'armonia musicale. Guardando i volti dei viaggiatori, completamente persi nei loro pensieri, si può indovinare che abbiano assistito ad un evento incomprensibile. Il crudo realismo della rappresentazione gli conferisce una realtà irreale.

Immagini da flickr.com/photos/sara_rania


Via | 104.fr

  • shares
  • Mail