Lynch,The Air Is on Fire (incubi e deliri)

Alla Fondation Cartierdi Parigi va in scena un mondo che gli amanti di Lynch hanno sempre intuito, annusato, sfiorato. Ma che esclusi pochi rarissimi casi, non si è mai manifestato in tutta la sua oscurità.

Sono i mondi tratteggiati dai suoi primissimi cortometraggi. Ruvidi, sperimentali. I mondi abbozzati dai disegni, gli scatti, le pitture.

I film del regista che conosciamo proliferano dentro a un humus di scenari onirici sghembi e distorti e a vortici di paranoie senza fine. Questo è uno dei fattori che può aver spinto centinaia di appassionati a piazzarsi in coda fuori dalla fondazione fino a costringere la polizia ad intervenire.

Forse le persone vogliono vedere The Air Is on Fire perché sanno di poter trovare gli stessi orizzonti onirici delle pellicole, suggestioni che vanno in una direzione puramente evocativa e niente di più.

Come dire: non è un’esposizione sui suoi film, ma sulle folli praterie in cui si scorazza la sua mente. Dove il fuoco cammina, e l’aria si incendia.

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