L’originalità della ri-produzione: Le Nozze di Cana a Venezia


Se Rutelli continua a chiedere senza successo a tutti i musei stranieri il ritorno di opere italiane da anni trafugate e mai più restituite, a Venezia hanno cambiato strategia.

Anziché subire l’umiliazione per l’ennesimo no alla richiesta di ritorno di un opera, hanno deciso di farne direttamente una copia. Sto parlando del famosissimo quadro di Paolo Veronese Le Nozze di Cana che l’11 settembre 1797 i commissari francesi dell’esercito napoleonico rimossero, e dopo 210 anni di assenza torneranno nella loro sede originaria, il Cenacolo Palladiano dell’isola di San Giorgio Maggiore.

Come? Grazie alla creazione di un secondo originale, ossia un facsimile in scala 1:1 ottenuto grazie alle più sofisticate tecniche di riproduzione, in cui si troveranno tutti gli elementi dell’originale, le linee, le sfumature di colore, persino le imperfezioni della tela di supporto e i segni dell’usura del tempo. Non solo, grazie a un lavoro di minuziosa ricostruzione filologica e restauro virtuale, sarà possibile vedere ciò che i rimaneggiamenti del dipinto avevano coperto.

Il facsimile sarà realizzato con le tecnologie sviluppate da Adam Lowe, artista britannico fondatore dell’atelier Factum Arte, laboratorio all’avanguardia nella ricostruzione e riproduzione di opere d’arte, oggi punto di riferimento delle grandi organizzazioni culturali internazionali. All’interno del sito infatti troverete tutti i loro progetti di riproduzioni in fac-simile di opere famosissime, presenti in musei come la Gallery of Art di Washington, il Museo Arqueològico National di Madrid, il Museo del Prado e altri ancora.

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