Salvador Dalì, comincia oggi la grande retrospettiva del Centre Pompidou


Ci sono voluti più di tre decenni affinché il Centre Pompidou di Parigi si decidesse ad organizzare, in collaborazione con il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (MNCARS) di Madrid e in partenariato con la Fondation Gala-Salvador Dalí di Figueres e il Salvador Dali Museum di Saint-Petersburg (Florida), una nuova grande retrospettiva dedicata al genio surrealista di Salvador Dalì. Trent'anni di immani cambiamenti storici ed evoluzioni sociali ci separano dalla lontana stagione espositiva 1979-1980, lunghi scampoli della tela del tempo che hanno spinto il reale odierno verso alcune delle direzioni profeticamente indicate dall'artista spagnolo, rendendo estremamente propizia una riflessione su larga scala destinata ad analizzare nuovamente le sue opere.
Perché se Dalì viene spesso dipinto come un venale, ma geniale provocatore, nulla toglie che si tratti di uno dei personaggi più controversi e popolari del ventesimo secolo, precursore disincantato e "sostenitore ante litteram" della moderna cultura della performance.

I curatori si sono quindi lanciati in una mostra che se ripropone alcuni tra i suoi capolavori più noti, come "La Persistenza della Memoria" meglio conosciuto sotto il nome di orologi molli, eccezionale prestito del MoMA, non esita a mettere in luce gli aspetti più oltraggiosi del lavoro di Dalì:

Con più di cento tra pitture, sculture, disegni, ai quali si aggiungono film, estratti di programmi televisivi e fotografie, ad essere esposta oggi è anche l'opera di un pioniere dell'happening, autore di opere effimere. Michel Déon, che aveva tradotto gli scritti di Dalí, desiderava che si giudicasse l'artista sulla sua opera, ed è proprio questa l'ambizione della mostra. Déon avrebbe voluto che abbandonasse le sue "clowneries", l'esposizione al contrario mostra che avevano fatto dell'artista un performer sperimentato, precursore e pieno di senso dell'humour. Dalì amava mescolare l'arte e la scienza, animato dal suo famoso metodo paranoico-critico fondato sul delirio dell'interpretazione pretendeva di affrontare tutti i domini della creazione come anche quelli della conoscenza, per "dalinizzare" il mondo.

Tra citazioni, conversazioni gesuitiche improbabili e creatività debordante, Dalì si insinua coraggiosamente nelle smagliature della modernità, trasformandole in suggestioni estetiche, letterarie e sonore.

Nell'estasi la rosa e la bistecca si uniscono nella rappresentazione molle della carne umana che turba i sensi e fa sognare.
Salvador Dalì

Via | centrepompidou.fr

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