Plastic Culture, Murakami e Blythe. Dove? In un libro

WMMNA di Regine (che ha ricevuto il Webby Awards per la sezione cultura) è uno dei migliori blog che unisce arte, tecnologia e design.

Recentemente ha parlato di un libro Plastic Culture - How Japanese Toys Conquered the World, dove viene analizzata la cultura toys sotto una luce diversa rispetto alla tradizionale visione di regressione al tempo dell'infanzia.

Oltre all'argomento del libro che incuriosisce, ci sono tre cose che hanno attirato la mia attenzione.

La prima è il capitolo dedicato a Takashi Murakami, che parla dell'arte come qualcosa che dovrebbe essere accessibile a tutti e "tra la gente". Questo lo ricongiunge alla street art, che è appunto una espressione d'arte (anche se non da tutti condivisa) vicina alla gente. Questo aspetto di Murakami era già emerso in una puntata di Art Safari, la serie di Ben Lewis, dedicata all'artista giapponese. L'aspetto sereno e infantile delle sue opere è appunto solo un aspetto che racchiude pensieri più profondi.

La seconda cosa riguarda Yoshitomo Nara, altro artista di cui si parla, il cui libro Nobody Knows è un piccolo capolavoro d'arte in sé. Anche Nara è legato a questo filone di arte dai tratti infantili.

La terza cosa riguarda la storia della bambola Blythe, che viene appunto spiegata. E anche qui cito il libro This is Blythe, altro piccolo capolavoro di originalità.

Se vi piace la toy culture e volete capirne il fenomeno (con gli sviluppi verso l'arte e l'edizione limitata), l'illustrazione di Murakami e Nara, la bambolina Blythe, questo libro è da leggere.

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