Kidult l'infame colpisce ancora. Chi è il vandalo dei graffiti che 'piace' alle case di moda?

Come vi sarete accorti anche in Italia spopolano gli spot tv e i manifesti pubblicitari che utilizzano i linguaggi ed il 'colore' dei graffiti e della street art per promuovere marchi più o meno famosi. Questa tendenza è ancora più accentuata negli States e nel resto d'Europa, dove la street culture è stata largamente sdoganata nel corso dell'ultimo decennio. Ma c'è qualcuno a cui tutto ciò non piace. Si chiama Kidult ed arriva da Parigi per vandalizzare con spray ed estintore le vetrine dei punti vendita al dettaglio dei suddetti marchi. L'ultima sua azione risale a domenica notte, quando ha colpito il negozio di Bruxelles di Maison Martin Margiela con un grande cuore e la scritta Love.
Ma in che modo Kidult riesce ogni volta a farla franca, pur pubblicando regolarmente le foto delle sue “scorribande” all'interno del suo Gruppo Facebook che conta più di 10.000 iscritti?

Nel sito personale del team, Kidult si presenta come

“il bambino problematico che dipinge senza limiti, in modo corretto ed essenziale con l'uso di un estintore. Cerco di rimanere il ragazzo di 14 anni che dipinge la sua verità in modo brutale e a mente libera. Nonostante la mia età aspiro a mantenere la creatività, l'onestà e l'impertinenza di un bambino per inviare un messaggio di disturbo in modo semplice, efficiente e non edulcorato. Le società e le città sono in continua evoluzione e come graffiti artist devo adattarmi a queste evoluzioni dell'ambiente in cui vivo.
[…] Tutti questi punti vendita hanno usato almeno una volta i graffiti come strumento commerciale per ottenere più soldi ed essere "cool" senza sapere nulla della cultura di strada. Io non mi accontento semplicemente di dir loro "ciao". Se davvero amano i graffiti, io gli ho solo dato quello che cercano".

Insomma, Kidult si presenta come un paladino dell'arte di strada ed in uno degli ultimi video rilasciati, dal titolo Visual Dictatorship (che vedete qui sopra), spiega al pubblico in che modo “nessuno debba sottovalutare il potere sociale e politico dei graffiti”.
Fin qui il discorso torna, ma rimane ancora un nodo da sciogliere. Perché nessuno lo ha mai denunciato nel corso dei suoi viaggi a New York, londra ed Hong Kong?
Proprio nelal Grande Mela Kidult ha colpito la vetrina di Marc Jacobs, a SoHo, durante una delle grandi notti della moda. Invece di reagire negativamente, lo stilista ha mantenuto la calma, pubblicando su Instagram una foto del suo negozio appena vandalizzato ed ha realizzato una speciale t-shirt bianca con l'immagine dell'azione e la scitta Art by Art Jacobs l'ha messa in vendita a 689 dollari. Rispondendo per le rime, Kidult ha fatto un'imitazione della maglietta con la scritta No Art by Kidult e l'ha mesa in vendita a 6,89 dollari.
Da qualunque punto di vista la si veda, sorge spontaneo il dubbio che si sia trattato di un'operazione di guerrilla marketing combinata, perchè alla fine sono gli stessi brand colpiti a trarre vantaggio dal vandalismo.

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