Journeys, vagabondaggi nella Turchia contemporanea all'Espace Culturel Louis Vuitton di Parigi


All'ingresso dell'Espace Culturel Louis Vuitton, sia che avvenga direttamente dalla boutique della marca, ben visibile all'angolo tra l'Avenue des Champs-Élysées e l'Avenue George V, o dalla bella viuzza laterale che porta il nome di rue de Bassano, è un'esperienza da non perdere, a cominciare dall'ascensore. Ebbene si, perché non si tratta di un semplice elevator, né di un pezzo di design come se ne sono già visti a bizzeffe in grandi hotel, centri commerciali e gallerie, "l'ascenseur obscur" di Olafur Eliasson, è la prima opera d'arte del centro, e la sola ad esservi ospitata in maniera permanente.
Una vera e propria preparazione alle esposizioni che disorienta i visitatori giusto il tempo della salita e della discesa realizzando un'operazione che si rivela ancora più utile se inserita nel contesto rumoroso della zona, e che riesce nell'impresa di annunciare un nuovo clima fruitivo indispensabile a lasciarsi andare ai ritmi della Turchia contemporanea della mostra Journey, aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2013.

Abbarbicato in alto nella torre che peraltro porta impresso il famoso logo, c'è un insieme di sale che in questi mesi ha il sapore dolce del miele, unito a quello salmastro del Bosforo. Tra boa di piume, mappamondi, occhi animali, muri di immagini d'altri tempi e cartografie in rosso, le suggestioni suscitate dalle serie fotografiche urbane di Silva Bingaz e Ali Taptik e disegni caotici di Ceren Oykut danno vita ad una nuova idea di spostamento.

Journeys presenta il lavoro di undici artisti che evocano, ognuno a suo modo, il tema del viaggio: peregrinazioni attraverso il loro paese - vasta distesa che ha influito con la sua storia sull'essenza culturale del popolo che la abita - o viaggi intimi ed introspettivi, che toccano l'universale. Da Murat Morova a Murat Akagündüz, passando per Halil Altindere, la bellezza e l'immensità dei paesaggi turchi si diespiegano tra fotografia, video e pittura...

Ed ecco ritornare "Votre perte des sens" di Eliasson, una pièce immersa nell'oscurità, nella quale, grazie alle sue pareti ricoperte di mousse, alla completa oscurità ed al completo silenzio richiesto dagli accompagnatori per approfittare al meglio dell'esperienza, si perdono velocemente i riferimenti del tempo e dello spazio e si preparano i sensi alla vista dell'esposizione o, successivamente, al suo abbandono.

Via | louisvuitton-espaceculturel.com

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