L'arte dei videogiochi: Pacman e Tetris sbarcano al MOMA di New York

Il MOMA, il Museo d'Arte Moderna di New York ha arricchito la sua collezione con l'aggiunta di alcuni videogiochi. Lo staff del museo sta predisponendo una sala dedicata (Gallerie Philip Johnson), dove sarà possibile vedere (e forse giocare) a partire da marzo a circa quaranta titoli arcade disponibili su diverse console.
Ieri sono stati acquisiti i primi 14 titoli, fra i quali spicca il primo Pac-Man del 1980. Per annunciare la svolta, la sarda Paola Antonelli, senior curator del dipartimento di architettura e design del MoMA, ha dichiarato sulla pagina web del museo:

“i videogiochi possono essere considerati arte? Di sicuro lo sono, ma sono anche design, ed un approccio progettuale è proprio quello che abbiamo scelto per questa nuova incursione in questo universo"

.

Il nuovo percorso espositivo cercherà di indagare i numerosi utilizzi dell'arte dei videogiochi, non solo entertainment, ma anche simulazione di volo ed usi militari e perfino applicazioni nell'ambito del marketing e della gestione aziendale. Oggi l'economia dei videogochi muove cifre stratosferiche, arrivando ad influenzare la programmazione del cinema hollywoodiano.
La selezione dei videogiochi da parte della Antonelli e dei suoi aiutanti avviene seguendo gli stessi criteri che il museo utilizza per altre collezioni,

“rilevanza storica e culturale, espressione estetica, funzionale e solidità strutturale, approccio innovativi alla tecnologia e al comportamento, e una sintesi ben riuscita di materiali e tecniche".

Oltre al già citato Pac-Man, nella prima selezione non potevano mancare Tetris (1984), Another World (1991), Myst (1993), SimCity 2000 (1994), vib-ribbon (1999), The Sims (2000), Katamari Damacy (2004), EVE Online (2003), Dwarf Fortress (2006), Portal (2007), flOw (2006), Passage (2008) e Canabalt (2009). Tra i probabili candidati per il prossimo futuro troviamo Spacewar!(1962) e titoli più recenti come Minecraft e Grand Theft Auto.

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