Mona Eltahawy, l'attivista egiziano-americana arrestata per i suoi graffiti

Se è vero che l'America è il paese delle libertà, è altrettanto vero che queste spesso si accompagnano agli eccessi. Oggi vogliamo parlarvi di Mona Eltahawy, 45 anni, attivista di origini egiziano-americane che è stata arrestata con l'accusa di aver deturpato con graffiti una serie di manifesti antimusulmani (e pro Israele) nella metropolitana di New York. La donna ha rifiutato di patteggiare per ottenere un accordo con cui avrebbe scontato la pena attraverso due giorni di servizio in comunità. Lo ha fatto sapendo di rischiare di finire prigione per un anno, non contenta di dover pagare 250 dollari al MTA per la rimozione della vernice e 800 dollari per aver danneggiato gli occhiali da sole Gucci di Pamela Hall, un'attivista della parte opposta, che aveva cercato di proteggere l'annuncio affisso.
Ma cosa c'era scritto sui manifesti che hanno fatto arrabbiare Mona Eltahawy al punto tale da vestire i panni della writer?

"In ogni guerra tra l'uomo civilizzato e l'uomo selvaggio, dobbiamo sostenere l'uomo civilizzato. Supporta Israele. Sconfiggi la Jihad".

Una frase che si commenta da sola (un conto è combattere il terrorismo, ben altro definire la popolazione palestinese selvaggia). "Ho agito per principio e credo che quello che ho fatto era giusto... non vedo l'ora di essere processata”.
La Eltahawy ha fatto tutto alla luce del giorno e qualcuno l'ha anche ripresa. Il video è stato pubblicato sul New York Post e l'attivista è stata arrestata e tenuta in carcere per 22 ore, più a lungo della sua detenzione in Egitto durante la primavera araba. Durante le proteste infatti aveva sofferto due ossa rotte durante l'arresto da parte della polizia anti-sommossa egiziana.

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