Evan Roth - Free Speech: libertà di parola per le strade di Vienna

È sufficiente una semplice idea per mettere su un progetto di arte partecipativa? In Free Speech Evan Roth porta in giro un megafono itinerante a disposizione di tutti. Lo piazza su un furgoncino bianco, all'esterno del quale è ben in vista il numero da chiamare per lasciare il proprio messaggio, senza costi aggiuntivi.
L'idea è di per sé semplice, ma i risultati a cui conduce sono sorprendenti ed in alcuni casi davvero ironici. Presentato in occasione dell'edizione 2012 del Black River Festival di Vienna (a cui quest'anno partecipava anche Blu), nelle parole dell'autore Free Speech è uno “strumento aperto che unisce la privacy di una telefonata personale con l'arte di parlare in pubblico”.

Evan Roth vive attualmente a Hong Kong con la moglie e dice che “ama trascorrere il suo tempo libero a violare le leggi relative al diritto d'autore e a compiere atti vandalici”. Artista, designer e attivista, con lui la battaglia per la libertà di parola assume forme geniali. In Free Speech ad esempio si rovescia la tipica relazione pubblicitaria. Il furgoncino con il megafono non gestisce annunci pagati da privati, ma ammette liberamente la partecipazione di tutti. Poi, sia ben chiaro, c'è chi riesce a farne un uso privato, come l'artista che al minuto 02:15 telefona per promuovere la sua prossima apertura al Museum Quartier. Per ricevere costantemente chiamate, Roth ha dato annuncio preventivamente dell'operazione, ma, proseguendo fino al minuto 02:40, si materializza un altro tipo di utilizzo, chi chiama si trova proprio di fronte al furgoncino e lo utilizza semplicemente per amplificare, semplicemente per gioco.

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