Prima del Teatro alla Scala di Milano, tra arte, neve e contestazioni

La prima mondiale della stagione 2012-2013 del Teatro alla Scala di Milano si è aperta tra neve e polemiche. Il maltempo ha imperversato per quasi tutta la giornata, creando un'atmosfera più che suggestiva, e le polemiche sono quelle che derivano dalla scelta di portare in scena il Lohengrin di Richard Wagner e non un'opera di Verdi nell'anno delle celebrazioni del bicentenario della nascita di entrambi i compositori. Alla fine ha prevalso l'amore per l'arte e per l'opera, come ha confermato il ballerino Roberto Bolle: "Una scelta che punta alla qualità assoluta".

Presenti molte autorità, il premier Mario Monti con la moglie, cinque ministri, Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e l'assessore comunale alla cultura Stefano Boeri; immancabile il red carpet dei vip, tra cui Carla Fracci, Lapo Elkann accompagnato dall'ereditiera kazaka Goga, lo stilista Renato Balestra, Marta Marzotto e l'attrice Tea Falco.

Non sono mancate nemmeno le contestazioni fuori dal teatro: musica ad alto volume, striscioni di protesta e lo slogan "borghesia assassina" hanno imperversato per qualche ora, ma non sono stati tanto incisivi da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Colpa delle transenne ma soprattutto del maltempo, che ha impedito una partecipazione massiccia alla protesta. Non bastasse, questa prima ha visto anche il ruolo della protagonista Elsa in bilico fino all'ultima ora: prima il forfait di Anja Harteros, indisposta, poi quello della sostituta Ann Petersen, anche lei indisposta, fino all'arrivo salvifico di Annette Dasch da Berlino, che dal 2010 interpreta il ruolo wagneriano al festival di Bayreuth.

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