I segreti della Cappella Sistina

I segreti della Sistina

Il Codice Da Vinci ha inaugurato (o meglio ha ridato linfa ad) un filone che sembra oggi davvero inesauribile. Parrebbe non esistere più grande pittore o scultore del passato che non abbia inteso lanciare, nelle sue opere, messaggi cifrati e segreti d'inestimabile valore per l'umanità.

Esce per la Rizzoli I segreti della Sistina. Il messaggio proibito di Michelangelo, di Roy Doliner e Benjamin Blech, libro nel quale la Cappella Sistina viene descritta come una specie di manifesto politico eversivo. Michelangelo avrebbe accettato di dipingere gli straordinari affreschi che papa Giulio II lo costrinse a realizzare, covando in cuor suo l'intenzione di esprimere in essi, sotto forma di messaggi segreti, feroci critiche alla corruzione della Chiesa e concezioni innovative sulla donna, sulla sessualità e sulla convivenza tra gli uomini.

Mi ritornano in mente le parole di Umberto Eco sul modo simbolico di lettura dei testi. E' solo in base ad un atto di volontà, ad una decisione del lettore (o dell'osservatore), che il testo o l'opera diventano simboli, vale a dire un insieme di segni cui è possibile riconoscere un'infinità di significati liberamente scelti dall'interprete. Senza voler con ciò dubitare della credibilità dell'interessante libro di Doliner e Blech...

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