Sculture, patckwork, oggetti retrò, sono le opere di Josh Faught stravaganti e rivelatorie.

josh faught premio seca art award momasf

Uno sguardo oltre oceano, questa volta al Moma di San Francisco dove a metà Dicembre si è svolto il Seca Art Award istituito dal museo per scoprire i talenti dell'area di San Francisco Bay. Dopo quello del 2010, quest'anno il premio va a quattro artisti tutti indipendenti: Zarouhie Abdalian,Jonn Herschend, David Wilson e Josh Faught,di cui vorrei parlarvi, i cui lavori sono inclusi nella collezione permanente del Baltimore Museum of Art e alla Rubell Family Collection ed è attualmente assistente professore a San Francisco, ha vinto con l'opera It Takes a Lifetime to Get Exactly Where You Are (2012).
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L'opera, simile ad una linea del tempo, consiste nel più grande e più densamente dettagliato dei pannelli tessili di Josh Faught, formata da linee verticali di canapa intrecciata e strisce di cotone e poliestere, assemblate come in un patchwork gigante. "E' necessaria una vita per sapere dove ci troviamo esattamente", questo il titolo in italiano, che risuona come una verità.

Guardare una sua opera è come dare vita ad un oggetto in disuso, o come essere felice al caldo di una trapunta carica di speranze e pensieri. Sono sculture, ma evocano le emozioni di un oggetto artigianale retrò, pronto a raccontarci sempre qualcosa di molto lontano. Per Josh Faught assemblare pezzi di stoffe diverse, cotone lana, canapa, tela, stoffe usate, scucite, ad uncinetto, con bottoni vecchi, immagini, frasi ritagliate dai giornali è simile all'azione di un paziente alle prese con la propria memoria confusa, a cui l'opera d'arte sa dare un ordine. L'artigianato ordinato preciso e funzionale è aggredito dalla mano ribelle dell'arte: ed ecco che gli spray, le vernici e gli smalti hanno la stessa funzione espressiva di un grido sconnesso.

Josh Faught attraverso le sculture apparentemente nate dalla casualità esplora la biografia e le questioni di politica di identità, sottolinea a volte l'isolamento tra passato e presente, altre volte mette di fronte alla stravaganza degli oggetti che da tradizionali, diventano "bizzarramente" rivelatori.

Foto|Lisa Coonell Gallery

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