La Banca dell'Arte

Bank of art

Non è un bel periodo per le banche. Quella in cui mi sono imbattutto qualche giorno fa, gironzolando per la rete, è però una banca piuttosto speciale.

La Bank of Art, infatti, non propone finanziamenti, mutui e quant'altro solitamente offronto gli istituti bancari. Come si legge nella presentazione del suo elegante sito, le competenze dichiarate attengono alla conservazione, alla preservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico di collezionisti privati ed enti pubblici.

Più precisamente, la Bank of Art, società italiana con sede a Milano, si rivolge a collezionisti privati "di alto profilo" e a clienti istituzionali come musei, trusts, fondi di investimento in arte, ecc. e offre diversi servizi: valutazione di opere d'arte, catalogazione in digitale di collezioni, expertise, supervisione del restauro e della diagnostica, acquisto, vendita e gestione di prodotti artistici, ecc.

L'interesse delle banche per l'arte non è una novità: si pensi all'impegno in tale ambito della Deutsche Bank, ma una considerazione - forse banale - sorge spontanea. Società specializzate come la Bank of Art tendono a colmare i vuoti lasciati dalle istituzioni pubbliche.

Ma non era l'art. 9 della Costituzione che prevedeva che la Repubblica ha il compito di tutelare il patrimonio storico e artistico della Nazione? O ricordo male?

  • shares
  • Mail