Pietro Bembo, il poeta cardinale che inventò il museo a Padova

Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento è una mostra che apre i battenti a Padova, Palazzo del Monte, dal 2 febbraio al 19 maggio 2013.
Il percorso espositivo racconta delle frequentazioni del poeta-cardinale, delel sue amicizie in ambito artistico. Bellini, Giorgione, Tiziano, Raffaello, Mantegna, Pietro Bembo raccolse la sua collezione nella sua dimora padovana, la “la casa delle Muse" o "Musaeum", coniando un termine che di lì a poco sarebbe passato alla storia.
Figlio di un alto funzionario della Repubblica di Venezia, Pietro Bembo nel 1506 si trasferisce alla corte di Urbino, dove viene accolto come poeta. Bembo scrive in volgare toscano ed ha da poco dato alle stampe gli Asolani, un dialogo sull'amore. Soltanto sei anni dopo è a Roma, fra i seguaci del ciceronianismo, una corrente di pensiero che cerca a partire dal latino il modello perfetto da seguire.

Pietro Bembo e l\\\'invenzione del Rinascimento

Pietro Bembo e l\\\'invenzione del Rinascimento
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Pietro Bembo e l\\\'invenzione del Rinascimento
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Il papa Leone X nel 1516 lo fa suo segretario e Bembo da questa posizione si adopera per un'unificazione linguistica dell'Italia, che parta dalla lezione di Petrarca e Boccaccio.
Nel 1536 Bembo viene nominato cardinale per i suoi meriti di letterato, ma non approfitta di questa posizione per prendere il potere, ma anzi lo fa per dedicarsi agli studi.
Bembo si interessa molto anche alle arti figurative e comprende fin da subito l'importanza di due personalità come Michelangelo e Raffaello. Proprio con il secondo stinge un profondo legame di amicizia e Raffaello dipinge, per Bembo, il Doppio ritratto di Navagero e Beazzano, a testimoninza della gita fuori porta che i due fecero per far visita al tempo di Sibilla.
Questi ed altri capolavori furono venduti dal figlio Torquato ed oggi tornano a Padova grazie agli eccezionali prestiti concessi da alcuni grandi musei internazionali.

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