Cina, censurati i ritratti di Mao di Andy Warhol


Anche se la Cina ha fatto passi da gigante dal punto di vista dello sviluppo economico, l'arte e la cultura sono ancora sottoposti ad un rigido controllo. Se poi si va a toccare uno dei pilastri dell'identità nazionale come Mao Zedong, allora c'è poco da discutere. Succede così che la Repubblica Popolare sia ancora invasa di immagini, manifesti, busti e memorabilia del leader, che spuntano in ogni casa, in ogni esercizio pubblico nei quartieri popolari. Ma i dieci dipinti realizzati da Andy Warhol a partire dalle foto di Mao sono stati rimossi dalla mostra itinerante Andy Warhol: 15 Minuti eterni, realizzata in occasione del 25° anniversario della morte del maestro della pop-art con trecento opere tra acrilico e serigrafia.

Una censura che arriva quaranta anni dopo la crazione delle opere, a cui le autorità cinesi danno una giustificazione precisa e diretta: i ritratti di Mao di Warhol 'non funzionano' per il pubblico cinese. Un'affermazione quantomai strana, se non funzionano questi ritratti, perché dovrebbero funzionare le altre 290 opere in mostra?
Deluso si è detto Eric Shiner, direttore dell'Andy Warhol Museum di Pittsburgh, “il suo immaginario è così mainstream nell'arte contemporanea cinese". Dopo Singapore (175.000 visitatori - più dei 120.000 visitatori annuali del museo di Pittsburgh) e l'Hong Kong Museum of Art, sarà la volta di Shanghai, Pechino e Tokyo, senza i coloratissimi ritratti si Mao.

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