"Robert Rauschenberg. Un ritratto" di Calvin Tomkins

Il 13 maggio 2008 a Captiva Island (Florida), a seguito di una polmonite moriva Robert Rauschenberg, personaggio chiave della scena artistica americana e internazionale considerato da molti il "padre spirituale" della pop art. Rauschenberg , nipote di un berlinese e di un'indiana Cherokee, tra il secondo dopo guerra e i primi anni '60 sarà promotore, insieme a personalità come John Cage e Merce Cunningham, di quella rivoluzione che porterà l'arte ad abbandonare istituzioni, musei e gallerie privilegiando il confronto con il contesto sociale in cui l'opera si produce. Un piccolo esempio per capire la profonda interrelazione fra questo gruppo di artisti e il clima culturale che hanno prodotto: una tela di Rauschenberg completamente bianca, vuota, pronta a raccogliere ombre o riflessi, suggerì a Cage una delle sue opere più dirompenti, i famosi 4′33″ di silenzio. Ma ovviamente si è trattato di influenze reciproche.

A pochi mesi dalla sua scomparsa, la giovane casa editrice Johan & Levi pubblica l’edizione italiana del volume "Off the Wall. A Portrait of Robert Rauschenberg", scritto dall'amico Calvin Tomkins e uscito per la prima volta negli USA nel 1980. Con una novità: per l'edizione italiana in questi giorni in libreria l'autore ha concesso un breve aggiornamento sugli ultimi giorni dell'artista, dal 2002 semi-paralizzato a causa di un ictus.

Calvin Tomkins, critico d'arte del New Yorker, vive e lavora a New York ed è autore di numerosi saggi fra cui ricordiamo "The Bride and the Bachelors: Five masters of the Avant-Garde" e "Duchamp: a biography".

  • shares
  • Mail