Scoperta la vera identità della 'Gioconda': Bianca Giovanna Sforza è Monna Lisa


Sembra finalmente poter giungere ad una conclusione l'enigma che sta dietro l'identità della Gioconda. Fino ad oggi erano stati moltissimi i ricercatori che avevano dato la loro versione dei fatti, per scoprire la verità storica dietro il quadro più famoso del mondo, un'opera di 77x52 centimetri dipinta tra il 1503 ed il 1506.
Come sappiamo, da alcuni mesi, scavando tra le rovine di un antico convento francescano nel centro di Firenze, si cercano i resti mortali di Lisa Gherardini, seconda moglie del ricco mercante di seta fiorentino Francesco del Giocondo. I test del DNA sulle ossa trovate sono in corso in alcune università italiane e all'estero, per essere confrontati con il DNA di due membri confermati della stirpe dei Gherardini. Ma i risultati delle analisi potrebbero passare presto in secondo piano. È proprio di oggi infatti la notizia che la storica Carla Glori ha identificato il ponte dipinto da Leonardo dietro la spalla sinistra di Mona Lisa.

Si tratta del Ponte Gobbo sul fiume Trebbia, vicino a Bobbio, paese di 4.000 abitanti sotto l'Appennino in provincia di Piacenza. Sul ponte dipinto da Leonardo è visibile il 72, numero che rimanda al 1472, anno in cui il ponte crollò per poi essere ricostruito.
Secondo Carla Glori ed Ugo Cappelli, la donna che posò per Da Vinci è Bianca Giovanna Sforza, figlia di Ludovico il Moro. Le lettere 'S' le e 'G' rintracciabili nei suoi occhi sarebbero dunque ad indicare le iniziali del suo nome.
500 anni fa Bobbio era un importante centro di cultura, frequentato per la sua ricca biblioteca, e Leonardo “fotografò” quei paesaggi, dipingendoli sulla base della sua memoria anni dopo in Francia.
Ad ulteriore prova della validità della loro tesi, Glori e Cappelli stanno realizzando un'analisi comparativa dei ricami della scollatura dell'abito della Gioconda con i nodi vinciani, intrecci decorativi opera di un incisore milanese su disegno di Leonardo.

“Il disegno del ricamo sulla scollatura della Gioconda è ispirato alla moda dei ‘vinci’, lanciata da Beatrice d’Este nel 1493, e che è strettamente connesso al clima culturale-artistico della corte sforzesca nell’arco 1493-1499 del primo soggiorno milanese di Leonardo”.

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