'Da Bosch a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat', a Ravenna artisti tra normalità e follia

Jean Dubuffet, Arabe au palmier, 1948, pittura alla colla su carta, Collezione privata, courtesy Galleria Tega.

Sarà una mostra davvero interessante quella che aprirà i battenti dal 17 febbraio al 16 giugno 2013 al MAR di Ravenna. Borderline, Artisti tra nomalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat è infatti un allestimento che mette in luce alcuni degli artisti più importanti sullo scenario dell'arte classica e moderna, con un particolare riferimento alle avanguardie trasversali a diversi movimenti.
La cultura occidentale aveva cominciato a confrontarsi seriamente con i legami tra arte e follia a partire dal 1912, quando Paul Klee alla prima apparizione del Blaue Reiter aveva parlato delle culture primitive, dei disegni dei bambini e dei malati mentali come essenziali testimonianze dell'attività creativa. Al 1922 risale il libro L'arte dei folli. L’attività plastica dei malati di mente, dello psichiatra tedesco Hans Prinzhorn ed infine nel 1945 Jean Dubuffet dà vita all'idea di Art Brut creando un continuo meccanismo di cortocircuitazione fra livelli 'alti' e livelli 'bassi' dell'arte e della creatività, un contributo essenziale alla ricerca arteterapeutica.

Borderline, Artisti tra nomalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat

Mattia Moreni, Autoritratto n.2, 1986, olio su tela, Galleria d\'Arte Contemporanea Vero Stoppioni, Santa Sofia (FC).
Karel Appel, Senza titolo, 1971, olio su tela, cm 55x81, Collezione in Ca\' La Ghironda, Modern Art Museum, Zola Predosa (Bo)
Jean Dubuffet, Arabe au palmier, 1948, pittura alla colla su carta, Collezione privata, courtesy Galleria Tega.
Andrè Masson, Homme et femme, 1956, olio su carta, Collezione privata - Roma
Salvador Dalì, Mostro molle in un paesaggio angelico, 1977, olio su tela, cm 76x101, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Théodore Gericault, Le medecin chef de l\'asile de Bouffon, olio su tela, Collezione privata
Paul Klee, Gebärde eines Antlitzes, 1939, colore a colla, acquarello e matita su carta, Museo del territorio biellese.
Antonio Ligabue, Autoritratto - inv.177, 1954, olio su masonite, cm 199,7x130,3, Collezione Banca Popolare di Bergamo

Pazzi, emarginati, outsider e dunque borderline, artisti di confine, a cavallo dei movimenti e della pittura. Brueghel, Géricault, Goya, Bosch, Jorn, Appel, Baj e Ligabue, a fianco di moltissimi nomi meno conosciuti, provenienti da collezioni private o archivi di ospedali psichiatrici.
Curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo e da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, docente presso l’Accademia di Brera, e da Gabriele Mazzotta, la mostra si compone di diverse sezioni. Dopo la parte introduttiva si passa a 'Il disagio nella realtà', 'Il disagio del corpo', 'I ritratti dell'anima', 'La terza dimensione del mondo', sezione dedicata alla scultura, ed infine 'Il sogno rivela la natura delle cose'.

Victor Brauner, La maman du poete, 1948, olio su tela, Collezione privata

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