"Viva la vulva recoded". By Christina Goestl

viva la vulva

Molti di voi ricorderanno il celebre spot "Viva la vulva!" apparso per la prima volta nel 1970 a San Francisco su uno stiker rosa (l'autrice è rimasta anonima) ed eccolo reinterpretato nella seria "Viva la vulva recoded" dell'artista austriaca Christina Goestl (in rete Clitoressa, come ha deciso di chiamare il suo sito).

La serie, del 2008, reinterpreta forti tematiche di genere animando semplici caratteri di scrittura, che si trasformano in vibranti organi genitali femminili. Riprendendo il primo autoadesivo messo in circolazione quasi quarant'anni fa, Clitoressa altera l'espressione convenzionale della tipografia attraverso una re-interpretazione dei caratteri come immagine in movimento e suono, generando un processo infinito di delimitazione e congiunzione fra la lingua e la sua espressione visiva: il lavoro nella sua semplicità è notevole per impatto e capacità evocativa, risultando nel complesso fresco, giocoso, di design.

Attualmente "Viva la vulva recoded" è esposta presso la Galerija Miklova hisa (Slovenia) all'interno della mostra "Y O U . O W N . M E . N O W . U N T I L . Y O U . F O R G E T . A B O U T . M E." dedicata ad una riflessione sul linguaggio e sul meta-linguaggio (scritto, parlato, performato) nel XX e XXI: la mostra sarà aperta al pubblico fino al 10 novembre.

Viva la vulva recorded by Christina Goestl

Viva la vulva recoded by Christina Goestl
Viva la vulva recoded by Christina Goestl
Viva la vulva recorded by Christina Goestl
Viva la vulva recoded by Christina Goestl

Qui è possibile visitare tutte e cinque le opere.

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