Anche i romani amavano i graffiti, meglio se erotici

Se credevate che il Colosseo non avesse altri segreti da rivelare, vi sbagliavate di grosso. Proprio in questi giorni infatti un team di archeologi e restauratori ha fatto un'eccezionale scoperta nell'anfiteatro iniziato da Vespasiano nel 72 d.C e completato da Tito nell'80 d.C. Frammenti di una pittura murale, incisioni, scritte e decorazioni, affreschi dai colori vivaci rinvenuti all'interno di un corridoio-galleria a volta lungo 60 metri ubicato al terzo livello del Colosseo, a circa trenta metri d'altezza. La scoperta è stata relativamente casuale, la zona tra il secondo e terzo piano, caduta in rovina negli ultimi anni, è chiusa al pubblico fino al 2014 in attesa di un completo ripristino.

Ocra, rosso, bianco, azzurro e verde, questi i colori rintracciati da Rossella Rea, direttrice del team incaricato dalla Soprintendenza Speciale Archeologica di Roma. Ma quali scene, quali personaggi venivano rappresentati in questa zona di passaggio per accedere all'arena, dove gladiatori ed animali feroci si davano battaglia per il ludibrio dei romani? Sotto alla coltre di polvere e sedimenti sono emerse scene raffiguranti eroi e battaglie - allori, frecce, ghirlande di vittoria, ma anche due membri maschili di differenti dimensioni facenti parte di scene a connotazione erotica, a testimonianza della grande libertà sessuale di cui godeva il mondo latino.
I graffiti del colosseo però non risalirebbero solo ad epoca romana, ma includerebbero anche scritte postume, realizzate nel 1.600, ma anche firme di spettatori e visitatori stranieri.
Adesso Rossella Rea e la sua squadra attendono nuovi fondi per poter scandagliare meglio l'intero corridoio e potrebbero arrivare proprio da quei 25 milioni di euro stanziati da Diego Della Valle. Sarà l'intervento di restauro più completo da oltre 70 anni, per cercare di rimuovere decenni di sporco e capire quanto davvero rischia di affondare il Colosseo a causa delle vibrazioni e della cedevolezza del terreno.

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