Stop ai graffiti sui treni di Roma

Negli ultimi anni, quando il writing da movimento underground è divenuto fenomeno di massa, in tutto il mondo le autorità si sono prodigate ad escogitare metodi per rimuovere ed in alcuni casi prevenire i graffiti. Se ben vi ricordate, uno dei casi tecnologicamente più avanzati è il Merlin Graffiti Detection Sensor, una sorta di scatola nera posta in luoghi strategici che si accorge dell'utilizzo di bombolette spray e lo segnala istantaneamente alla polizia.
Ma anche da noi si sono presi provvedimenti in questa direzione, basti ricordare le squadre anti-graffiti volute dall'ex-sindaco di Milano Letizia Moratti a partire dal 2006 (in discussione dalla giunta Pisapia l'eventuale riapprovazione), che presto potrebbero essere replicate anche in quel di Bologna.
Qualcosa sul fronte preventivo, sicuramente più economico di qualsiasi attività di rimozione, si muove anche a Roma. È di questi giorni infatti la notizia che Officine Grandi Revisioni (Atac) ha consegnato dieci nuovi treni per la Metro B della capitale, tutti dotati di speciale pellicola anti-graffiti.

Un'operazione che ha impegnato dieci tecnici al lavoro per più di due mesi e che è costata 27mila euro (ma le istituzioni romane giustificano la spesa considerandola ridicola rispetto alla cifra di 1 milione di euro spesa anualmente per riparare graffiti e danneggiamenti). Con la pellicolatura i graffiti 'attaccano' lo stesso sui treni, ma il film ne facilita la rimozione con normali solventi, cercando di fatto di scoraggiare gli stessi writer.

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