"A Short-lived Fault In The System": quando l'utopia parte da un gusto nel sistema. Di Michele Spanghero

La materia grezza dell'installazione interattiva audio-video "A Short-lived Fault" utilizzata dal giovane artista Michele Spanghero è in realtà un campione di silenzio degli anni 20 del futurista Russolo, in cui l'usura della registrazione (distorsioni, polvere e graffiature del vinile…) ha trasformato il silenzio in rumore. Il progetto analizza questo "ossimoro audio" ed interagisce con esso catturando digitalmente gli impulsi errati per sviluppare una composizione in cui il rumore ed il suono non sono più distinguibili. Allo stesso modo, gli impulsi vengono trasformati in segnali video e trasmessi in analogico sui de televisori: bella la scelta dei monito bombati ormai scomparsi dalla produzione.

Il titolo del progetto effettivamente si riferisce alla definizione “di impulso errato" preso da Wikipedia: letteralmente il titolo dell'opera significa "un difetto di breve durata nel sistema". Lo scopo era quindi di generare e mettere a punto un sistema estetico a partire dagli impulsi errati e dai difetti, facendo un collegamento fra tecnologie analogiche e digitali (monitor del tubo catodico e del vinile accoppiati a un calcolatore e un audio software) tramite un circuito elettrico fatto a mano.

L'estetica del guasto può essere considerata un distopia (un'anti-utopia, come indica forse l'autore) di modernismo, un nuovo punto di vista post-digitale dove il mezzo non è più il messaggio e le tecnologie sono state liberate dalla loro perfezione attraverso gli errori e i bugs del sistema. In effetti, se una nuova utopia comincia con un guasto di sistema, non si sbagno di molto afermando che l'errore è proprio all'origine di ogni evoluzione, rappresentando le infinite possibilità di ogni sistema...

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