Sgarbi rimette in discussione la paternità del Narciso, tradizionalmente attribuito al Caravaggio

Narciso

Vittorio Sgarbi ha colpito ancora. Qualche giorno fa, nel corso della registrazione di una puntata di Porta a porta dedicata al narcisismo, era presente in studio anche il noto dipinto caravaggesco (o presunto tale) dal titolo Narciso, portato dal ministro Bondi. Così l'esuberante critico - in collegamento dal Duomo di Parma - non ha perso l'occasione per mettere in dubbio l'attribuzione al Caravaggio del quadro.

Per Sgarbi, che invero si rifà ad una recente ed autorevole letteratura in tema, l'opera sarebbe di un seguace di Michelangelo Merisi, lo Spadarino. Nel corso della trasmissione, a prendere le difese della paternità caravaggesca del Narciso è intervenuto Claudio Strinari, il soprintendente del polo museale del Lazio.

Ieri Sgarbi è tornato sulla questione con un articolo sul Corriere della Sera: "Non c'era nessuna intenzione polemica - chiarisce il critico - nella mia inevitabile presa di distanza dall'entusiasmo di Bruno Vespa per la presenza in studio con il ministro Sandro Bondi, di un dipinto di Caravaggio. Mi limitavo a riferire un diffuso sentire critico che ha lentamente, ma inesorabilmente, sospinto il celebre Narciso della Galleria nazionale di Palazzo Barberini fuori del catalogo del grande pittore, cui lo aveva riferito il Longhi".

Quindi Sgarbi richiama le autorevoli voci che hanno contestato l'attribuzione al Caravaggio del dipinto, da Cesare Brandi a Gianni Papi, da Mina Gregori ad Arnauld Brjon De Lavergnee e Ferdinando Bologna.

La vena lirica e l'ispirazione all'introversione del Narciso non apparterrebbero alla poetica del Caravaggio: "Questa la situazione critica, questa la mia convinzione" conclude Sgarbi, augurandosi che, "Vespa permettendo, il ministro lo comprenda". Non c'è che dire: davvero nessuna intenzione polemica!

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