Reportage da Milano in Digitale III 13/11/08 (Parte 1)

Come promesso, ecco la prima parte del reportage sulla terza edizione di Milano in Digitale, mostra dedicata ai giovani talenti under 35 dell'arte digitale italiana che rimarrà aperta al pubblico fino al 23 novembre (l'ingresso è gratuito). Anche questa volta un evento che prende vita in una location bellissima: a due passi dal Cimitero Monumentale, la Fabbrica del Vapore è un ex complesso industriale restaurato, che ha cambiato destinazione, diventando sede di laboratori, biblioteche, manifestazioni culturali come questa.

Promossa e organizzata dalla Fondazione D'Ars Oscar signorini onlus con il contributo e il patrocinio del Comune, Milano in Digitale si propone di esplorare l'evoluzione della ricerca artistica sviluppata dai giovani nell'ambito dell'arte digitale e dei new media art. Il concorso, con una giuria realmente di alto livello (Paolo Rosa, Pier Luigi Capucci, Antonio Caronia, Francesco Monico, Domenico Quaranta, Franco Torriani) ha selezionato 13 fra le opere pervenute per l'esposizione, quelle capaci di esprimere un uso e una comprensione profondi e innovativi delle nuove tecnologie. Solo 3, però, i reali vincitori ai quali verrà offerta la partecipazione ad un workshop di formazione presso il CIANT di Praga: un ulteriore conferma di un'intelligente strategia che punta ad offrire possibilità concrete e significative per i giovani talenti, come la formazione e il networking internazionale.

Di seguito un reportage sui due giorni di preparazione della mostra e sull'evento di inaugurazione svoltosi il 13 novembre a partire dalle 18: per chi volesse approfondire, una panoramica completa delle opere realizzate (e performate) accompagnata da una sintetica descrizione. In anticipo un nota di lode per le organizzatrici e curatrici che hanno dato a questa Milano in Digitale una bella carica, creando un clima di inattesa e piacevolissima collaborazione fra i partecipanti: Cristina Trivellin, Morena Ghilardi e Martina Coletti.

[nel video in alto: riprese dalle prime ore dell'inaugurazione]

Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage

Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage
Milano in Digitale backstage

Tempi di allestimento: due giorni prima dell'inaugurazione. Il gruppo di giovani artisti selezionati, ci siamo anche noi con OneAvatar, iniziano ad arrivare pomeriggio presto dell'11 novembre. Subito si stabilisce un clima di rilassata e di tranquilla operosità: ognuno intorno alle sue postazioni è intento a controllare se prese di corrente, luci, materiali siano al loro posto. Alcuni di noi si sono già incrociati in passato: con altri la sorpresa di dare un volto a nick di persone sono conosciute via mail o su liste di discussione... In queste attività passano i primi due giorni senza stress particolari, salvo forse per le organizzatrici che in ogni caso non lo trasferiscono al gruppo.

La Fabbrica del Vapore restituisce il gusto del passato industriale di una Milano che come tutte le metropoli cerca di rielaborarlo, ricontestualizzandolo: nascono così spesso nuovi paesaggi urbani e spazi, quelli che forse un po' mi mancano pensando al Nord Europa e al recente viaggio a Liverpool... Intanto ho intorno mattoni, tubi d'acciaio e una bella costruzione che, mi ritrovo sempre a pensare, sarebbe una casa perfetta.

Dopo la conferenza stampa, la mattina, l'evento ha inizio e tutto è pronto: la scelta delle curatrici è quella di riunire tutte le installazione e le performance insieme nella sala spaziosa riservata all'esposizione, con l'obiettivo di creare movimento e relazione intorno ad ogni opera, dando agli artisti la possibilità di creare momenti di comunicazione e interazione col pubblico in modo naturale e senza interruzione. Il risultato è uno spazio vivace dove la gente si muove incuriosita da un'installazione all'altra, incontrando gli autori disponibili al dialogo e alle spiegazioni.

Ecco sinteticamente una descrizione delle opere: tutte e tredici, in modo che anche voi, leggendo, possiate virtualmente farci un giro come il pubblico.

Primi tre classificati:

Yes We Spam! di Io/Cose. Massiccia e raffinata operazione di spam condotta durante le ultime elezioni politiche italiane.
nOne and three chairs di Alessio Chierico. Bellissima metafora che reinterpreta un vecchio e noto gioco, creando nuove simbologie.
To-gather together n.11, di Cosimo Cappagli, Daniele Grosso e Lea Landucci, dove la musica e le innovative pratiche artistiche del Maestro Daniele Lombardi vengono riutilizzate per assurgere a nuova vita, grazie ad Wii remote a infrarossi.

prime tre opere classificate in ordine di apperizione
prime tre opere classificate in ordine di apperizione
prime tre opere classificate in ordine di apperizione
prime tre opere classificate in ordine di apperizione

Le 10 opere selezionate ed esposte:

Poetry Machine - Change, di Daniela Calisi, Shadi Lahham, un'approfondita analisi dei processi di scrittura.
This message will self destruct, di Marco Brianza, che approfondisce il tema della replicabilità dei contenuti digitali.
spacewindows.com, di Domenico Rubino, dove un quadro/browser randomico diventa uno strumento di interazione e di analisi estetica.
Dancing with my Tuzki, di Valeria Ferrari, opera in cui una chat MSN diventa lo spunto per una riflessione sulle iconografie digitale.
Flight SynEp, di OtherehtO, che riproduce un suggestivo incontro/scontro fra Wetecho, un umido mondo bio/technologico, e Virtù-algorhythm l'asciutta realtà.
donne in attesa, di Marta Roberti, una narrativa non lineare che esplora il concetto del doppio.
Non io, di Matilde De Feo, un torrenziale e nevrotico monologo di Beckett, reinterpretato attraverso media digitali.
Alter ego, di Roberta Peveri, che analizza il concetto di alter ego, utilizzando la prospettive riprodotte con con tecniche digitali.
Compound Field, di Patrick Tabarelli, video sintetizzato che discute le relazioni fra natura e artefatto.
OneAvatar, di xDxD e penelope.di.pixel, installazione performativa che ricongiunge l'avatar con il corpo reale del suo possessore

Opere esposte in concorso


Per la seconda parte del reportage, un'intervista con Cristina Trivellin e Morena Ghelardi.

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