Contro la fine dell'architettura di Vittorio Gregotti

Gregotti, Contro la fine dell'architettura

Mentre qualcuno preconizza (o auspica) la fine dell'architettura, Vittorio Gregotti, un po' controcorrente, scrive un saggio, pubblicato dalla Einaudi, dal titolo altrettanto elquente e battagliero: Contro la fine dell'architettura (collana Vele; 133 pagine; 8 euro).

L'Autore non ha bisogno di presentazioni, essendo uno dei nomi di spicco dell'architettura italiana. Nel testo, Gregotti assume una posizione critica nei confronti della tendenza ormai dilagante alla interdisciplinarietà, che rischia di far smarrire i compiti e le connesse responsabilità delle singole discipline, in una parola di distruggerne irrimediabilmente l'identità.

In tale panorama l'architettura tenderebbe ormai ad assumere quale suo compito esclusivo l'"estetizzazione diffusa del mondo". L'arte e la comunicazione finirebbero con il coincidere, i mezzi si confonderebbero con i fini. L'Autore auspica un recupero dello statuto e del ruolo più autentico di tale nobile disciplina.

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