L'installazione di Letizia Cariello a San Gimignano

Il cielo stellato sopra di me (installazione permanente nel parco pubblico della Rocca di Montestaffoli a San Gimignano) - 2006 - Letizia Cariello - foto Roberto Tamburini

Roberto ha inviato ad artsblog due immagini chiedendo un parere tecnico artistico sull'opera rappresentata in fotografia, che si trova nel parco pubblico della Rocca di Montestaffoli a San Gimignano. Installazioni in cui si è imbattuto recentemente.

Il soggetto e la richiesta hanno attirato la mia curiosità e da qui il post. Quindi un pò di storia sull'opera.

Si tratta dell'installazione permanente di Letizia Cariello "Il cielo stellato sopra di me", progetto nato da una collaborazione tra il Comune di San Gimignano e Galleria Continua. L'opera in esterno si ispira alla planimetria e alla struttura delle sezioni riservate alle tombe dei bambini in alcuni cimiteri europei. Una specie di città cimitero sempre accessibile, ma che per volontà dell'autrice non si lascia immediatamente comprendere nella sua struttura planimetrica, obbligando i suoi visitatori a girare intorno al quadrilatero che circoscrive la pianta complessiva del progetto. In pratica è un'installazione che deve attrarre ma confondere, interessare e disturbare. Le balaustre sono come quelle dei balconi, smaltate però con i colori delle camere dei bambini (racchiudono quindi l'idea di città e di cimitero dei bambini). Il titolo è un frammento di una famosa sentenza di Immanuel Kant nella "Critica della ragion pratica", a sottolineare la forte valenza sociale e morale che la Cariello vuole dare all'opera.

Il cielo stellato sopra di me (installazione permanente nel parco pubblico della Rocca di Montestaffoli a San Gimignano) - 2006 - Letizia Cariello
Il cielo stellato sopra di me (installazione permanente nel parco pubblico della Rocca di Montestaffoli a San Gimignano) - 2006 - Letizia Cariello - foto Roberto Tamburini

La scelta del soggetto nasce da un interesse personale dell'artista, perché le tombe dei bambini per lei rappresentano in termini tragici, eroici ma anche assoluti - e dunque non pietosi né pietistici - tutte le domande sul “cosa sarebbe successo se” che assediano le menti di noi tutti. (…). Kant aveva risposto alle sue scegliendosi due punti fermi dell’essere uomo “il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me”.

Sotto un profilo artistico io sono sempre d'accordo con tutti i lavori di opere pubbliche che coinvolgono la sperimentazione e l'arte contemporanea, perchè creano interesse, curiosità e domande. Il contrasto con l'ambiente, soprattutto in Italia, nasce per forza di cose, e spesso è fonte di combinazioni affascinanti. Il risultato in alcuni casi è discutibile, ma lo stesso vale la pena provare. Altrimenti saremmo soffocati dal passato glorioso e non ci sarebbe spazio per la nuova arte e per i nuovi autori.

L'installazione della Cariello ne è un esempio, se non ci fosse stata, Roberto non ne sarebbe stato incuriosito (indipendentemente che gli piaccia o meno e la trovi adatta al luogo) e non ci sarebbero state domande (sono letti? sono balconi? ma che cosa sono?), non ci sarebbe stata interazione. Tutto sarebbe rimasto come prima...immobile. In quanto alla scelta di un parco, trattandosi di opera pubblica e visto il tema dell'installazione, mi sembra adatta al luogo (tutto ovviamente con gli occhi di chi ha visto l'opera solo in fotografia).

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