In esclusiva per ArtsBlog, intervista con gli autori del fake www.pubblica.distruzione.org


Circa tre settimane fa ho dedicato un post a www.pubblica.distruzione.org, che ancora in questi giorni rimane fra i post preferiti dai lettori di ArtsBlog ed ecco che, con qualche ricerca, sono riuscita a risalire al gruppo di autori che lo hanno ideato, così gentili da rilasciare un intervista per noi.

Pubblica.Distruzione nasce in un piccolo ufficio del Politecnico di Milano: gli autori, quattro dottorandi appassionati di Intelligenza Artificiale, si sono presentati - in modo per me assolutamente adorabile - come un "ufficio di nerds". Non ho potuto fare a meno di far notare loro quanto un ufficio di nerds possa essere incredibilmente efficace e contemporaneo e sui più svariati livelli, non ultima l'azione artistica.

Nell'intervista che segue e che vi invito a leggere, approfondiremo insieme a loro come è nata l'opera, le motivazioni che l'hanno originata, gli sviluppi per il futuro e come abbiano deciso di svelare "all'incontrario le trame dei cattivi": l'intervista è stata realizzata collettivamente.



Nel primo mese di mobilitazioni ho scoperto su una lista il vostro sito che ho subito recensito: cosa vi ha spinto a realizzare pubblica.distruzione.org e come è nata l'idea?

Dentro l'università partecipavamo a un fermento di assemblee, discussioni, documenti, petizioni.. persone molto informate e preoccupate, che discutevano dei tagli, dell'autoriforma, del futuro della società; al di fuori vedevamo come tutto questo dibattito arrivava a stento, filtrato e distorto dai media.
Avevamo bisogno di uno strumento per portare avanti le nostre ragioni, rompendo gli schemi disegnati dai media.. ma non avevamo la forza dei media, e avevamo solo dei computer: così abbiamo provato con un sito fake, cercando di approfittare della visibilità che ha un ministero, e che noi non abbiamo.
Nel clima di mobilitazione generale, in ufficio si parlava di come dare il nostro contributo da nerd alla protesta. Sono uscite parecchie idee, di cui l'unica legale era questa, ispirata ai Liens Invisibles: fare un sito fake, il ministero della pubblica distruzione. Dopo mezz'ora di smanettamento la prima versione era già online, così per gioco, con contenuti e grafica del sito originale, ma la testata e le news centrali modificate.
Inizialmente la struttura sottostante era esattamente quella del sito originale, solo taroccati alcuni contenuti; poi l'insofferenza del nostro webdesigner verso un sito di qualità scarsa è stata troppo forte e così ha ricostruito da zero il sito in modo che apparisse uguale ma fosse tecnicamente più efficiente (per esempio, ora la pagina richiede la metà del tempo per essere visualizzata, oltre ad essere conforme agli standard..).
Le prime cose sono venute quasi da sole, come una storia che è già lì dentro e vuole essere raccontata: una volta scelto il nome era naturale modificare ogni dettaglio perchè rispecchiasse i "veri intenti" del ministero.

Il fake è una tecnica ricorrente: in cosa si distingue secondo voi il vostro dagli altri in circolazione?

Rispetto a molti fake classici, come quelli degli yes men che proprio in questi giorni hanno dichiarato la fine della guerra in iraq su un milione di copie del new york times, o dei liens invisibles che hanno creato il "ministero onda" per dare voce al movimento, il nostro è in un certo senso un fake all'incontrario, satirico: ci siamo messi nei panni dei "cattivi" per svelare le loro vere trame. L'abbiamo fatto in modo a volte grottesco, altre più sottile, a seconda delle "occasioni" che il sito originale ci forniva.
In alcuni casi una piccola modifica può cambiare il senso generale: per esempio lasciando le sezioni "studenti", "famiglie" e "personale scuole" e trasformando l'ultima, accanto, in "altri facinorosi" si può mostrare l'intento di denigrare un movimento che comprende di fatto l'intero il mondo della scuola (l'espressione "altri facinorosi" dovrebbe anche rendere l'idea di un'entità difficilmente definibile, che saremmo noi, come dice il link, "diversamente strutturati").
Molto spesso è bastato invertire il senso delle frasi e delle parole: il portale contro l'autonomia e l'innovazione, la disintegrazione scolastica, buona notte costituzione (invece che buon compleanno).
Alcune cose le abbiamo lasciate tali e quali, cambiando però la destinazione dei link: così il banner "la pace si fa a scuola" rimanda a un articolo sulla celebrazione del 4 novembre nelle scuole, mentre "intercultura" (dove le faccine sorridenti sono diventate tristi) rimanda alla proposta delle classi separate per gli stranieri.

L'opera gioca molto sul détournement linguistico: perchè?

Ci siamo accorti che giocare con le parole e invertirne il senso è un modo abbastanza di impatto per portare l'attenzione sul loro vero significato e mostrarne lo svuotamento, nello scenario quasi orwelliano in cui ci troviamo.
Nel sito i "cattivi" sono un po' nello stile del premier e della lega, senza pudore e senza filtri hanno il coraggio di esprimere tutto quello che pensano, in primis il disprezzo della cultura a cui preferiscono la televisione.
Oltre a tutto questo, un obiettivo fondamentale era quello di dare risalto a materiali, notizie e iniziative del movimento; abbiamo cercato di farlo, senza compromettere il look malvagio, con parecchi link celati nel sito.

Il futuro di pubblica.distruzione.org: cosa immaginate?

Quello che ancora manca più di tutto e vorremmo aggiungere nei prossimi giorni è la possibilità di lasciare commenti, proporre materiali e contributi.. pubblica distruzione 2.0 coming soon!
Inoltre appena avremo completato il template grafico per Joomla l'idea è di renderlo pubblico e utilizzabile, qualcosa come "crea il tuo ministero". Chissà che qualcuno voglia aiutarci ad aumentare l'entropia..

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