Sandmann: coreografia ed etnografia nei feticismi visuali

Der Sandmann è l'Uomo di Sabbia, famoso racconto del XIX sec. scritto da E.T.A Hoffman, da cui trae il nome e in parte l'ispirazione il workshop performativo "Sandmann: coreografia ed etnografia nei feticismi visuali" a cura di Massimo Canevacci e Sheila Ribeiro.

Il workshop, un viaggio nella metropoli comunicazionale e nel feticismo visuale il cui protagonista è l'occhio umano, unisce il percorso di ricerca di ricerca che ha portato in questi anni Canevacci alla definizione di "eroptica" con la pratica performativa e la coreografica di Sheila Ribeiro, artista e performer nonché sua compagna di vita, che impersona qui la bambola, elemento centrale dell'impianto teorico quale perfetta incarnazione del "body-corpse".

Per gli interessati l'appuntamento è mercoled' 3 dicembre alle ore 21 presso la Galleria Civica di Spoleto, con una nota: Sandmann è arrivato qualche mese fa a Tokio in Giappone, riscuotendo notevole interesse presso il pubblico nipponico. Per chi volesse invece approfondire le tematiche del workshop consiglio la lettura dell'ultimo libro di Canevacci "Una stupita fatticità. Feticismi visuali fra corpi e metropoli" (Costa&Nolan, collana Estetiche della comunicazione globale, 2007 - 19,00 euro): avrete subito notato la somiglianza fra la bambola della copertina del libro (foto in basso) e quella performata durante il workshop (foto in alto). Qual'è la vera bambola?

Una Stupita Fatticità
Una Stupita Fatticità

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