Il futurismo e Bologna: una mostra ce lo racconta

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Oggi curiosando in rete ho scoperto che il Futurismo non è nato il 20 febbraio 1909 a Parigi con la pubblicazione su Le Figaro del Manifesto, ma quindici giorni prima, a Bologna. L'atto di fondazione del movimento futurista è la pubblicazione del Manifesto sul quotidiano bolognese la Gazzetta dell’Emilia il 5 febbraio 1909.

A partire da questa rivelazione la curatrice Beatrice Buscaroli ha creato una mostra incentrata sulle relazioni tra il Futurismo e Bologna. Marinetti usava chiamare questa città la più “passatista d’Italia”, ma era ben conscio che potesse in qualche modo essere adatta ad accogliere e dar spazio alla sua voce.

Ma veniamo alla mostra. Nella prima parte ci aspetta un viaggio nel retroterra culturale della Bologna di inizio secolo. Una seconda sezione poi ripercorre -tra eventi, riviste e mostre- le tappe più significative della presenza dei futuristi in città. Qui facciamo la conoscenza di personaggi geniali come Tato. Questo geniale artista inscenò il suo finto funerale e venne perciò arrestato, progettò una casa d’arte futurista ed organizzò mostre viaggianti all’interno dei vagoni di un treno. Arriviamo infine all'ultima sezione, quella più propriamente espositiva, dove si trovano le opere vere e proprie dei futuristi bolognesi.

Ho abitato per diversi anni a Bologna, ma sinceramente non ero entrato in contatto con la sua anima futurista. Alla mostra credo che ci farò volentieri un salto. Si terrà a Casa Saraceni dal 5 febbraio al 20 aprile 2009 .

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