Art Basel Miami Beach - live -

Folla delle grandi occasioni per l'inaugurazione di Miami Basel al Miami Convention Center, tanto che la Fiera è risultata praticabile solo nelle prime ore del pomeriggio, durante l'ingresso riservato alla cosiddetta First Choice dei collezionisti più importanti; poi, alla magica parolina "Vernissage" si è scatenato il popolo Fashion e diventava difficile persino camminare per i corridoi.


Come sempre è difficile esprimere un giudizio comparativo con edizioni precedenti, ma la sensazione resta quella di una qualità sempre alta; forse mancano i pezzi veramente importanti, quelli che fanno sobbalzare sia chi può solo ammirarli sia chi potrebbe anche acquistarli, contrariamente a quanto si era ad esempio visto a Basel dove più di un pezzo era da grande museo.

Oltre ai mostri sacri come White Cube (fantastiche come sempre le allegorie dei Chapman) o Gagosian, è piaciuto lo stand di Mitchel-Innes &Nash (non è un nuovo gruppo country) con opere veramente belle di Enoc Perez, nonchè Houk con una serie di foto anni 30 da brividi.

Tra gli Italiani bell'allestimento del booth di F.Kaufmann che ha tra l'altro dedicato la sezione kabinett alle polaroid di Mollino.

Quest'anno e' parso molto equilibrato il rapporto pittura-fotografia, non sbilanciato a favore della seconda come era parso ad esempio l'anno scorso.
Nella sezione Nova, degna di menzione la Kerlin Gallery di Dublino con opere di Tony Swain e Eoin Mc Hugh artisti diversi ma con grande personalità entrambi, giovani, e ancora comprabili.


Sotto l'aspetto mercantile non credo si sia venduto molto, pochi bollini rossi e collezionisti guardinghi:valga su tutti lo stand Eigen+Art-berlino,con opere nuove e meno nuove di Tim Eitel; l'anno scorso dopo 2 ore i 4 o 5 Eitel disponibili erano tutti venduti, ieri solo 2 erano opzionati sui 10 esposti.

Sotto il profilo artistico la perla della giornata è stata però l'inaugurazione del Bass Museum con una rassegna di artisti russi contemporanei (chiamata Russian Dreams), veramente straordinaria, altro che cinesi mestamente rinchiusi all'Asian.
Se ce ne fosse ancora bisogno i Russi hanno dimostrato di avere in casa dei talenti straordinari per freschezza genialità avanguardia, con l'unico difetto di avere dei nomi impronunciabili e specialmente irricordabili.

Sotto il profilo culturale invece, ragguardevole apparizione sulle scale del Bass Museum di Naomi Campbell, che dal vivo riscatta ampiamente la modesta retrospettiva dedicatale al Photo Miami. Piuttosto curioso e inusuale vederla anche vestita.

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