Concorso Romaeuropa Web Factory: vietato il remix

Romaeuropa Web Factory La Fondazione Romaeuropa Festival ha lanciato qualche tempo fa, in collaborazione con Telecom Italia, un contest dedicato a tutti i giovani creativi che vogliano cimentarsi con nuovi linguaggi e nuovi media proponendo opere di video-arte, testi, musica elettronica o uno spot per il Romaeuropa Festival.

Il concorso si chiama Romaeuropa Web Factory e in palio per i vincitori ci sono 5.000 euro, neanche male tutto sommato. E infatti non è del concorso in sé che intendo parlare, ma dei termini di partecipazione e di presentazione delle opere. Allertata da alcuni artisti che con i nuovi media ci lavorano e che hanno notato le peculiari caratteristiche del concorso, sono andata a controllare il bando. Effettivamente all'art. 8, "OBBLIGHI DEL PARTECIPANTE" il testo recita così:

Non è ammessa, da parte dei partecipanti, alcuna attività di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione, in ogni caso le opere frutto di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione non potranno in alcun modo partecipare al Concorso. In caso di controversia tra i partecipanti, farà fede la data dell’upload.

Una clausola che lascia quantomeno perplessi, dal momento che meshup, remix, manipolazione sono tecniche (e anche materia prima) basilari quando si creano opere di video-arte e di musica elettronica. Ma si potrebbe andare ben oltre. Ai sensi del bando, anche William Burroughs avrebbe avuto le sue difficoltà a partecipare alla competizione: probabilmente i suoi testi, scritti utilizzando la tecnica del cut up, ne avrebbero alla fine violato le regole... Questo articolo nasce quindi dalla volontà di un confronto con gli organizzatori del concorso e con i curatori di una manifestazione importante e di alto livello come il Romaeuropa Festival: qual'è la logica sottostante che ha condotto a queste scelte? Nel caso volessero rispondermi, sarei senz'altro lieta di pubblicarne la replica integrale.

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