Martin Ramirez. Autodidatta e schizofrenico

Martin Ramirez - figura sedutaDevo essere sincero, fino a poche settimane fa non conoscevo la storia e l’opera di Martin Ramirez. Ma appena lo ho scoperto, mi ha subito affascinato.

Ramirez era nato in Messico nel 1885 (circa), a vent’anni si era trasferito negli Stati Uniti per lavorare alla costruzione di ferrovie in California. Negli anni ’30 gli fu diagnosticata la schizofrenia e dal 1948 fino alla morte, avvenuta nel 1963, fu internato in un ospedale psichiatrico dalle parti di Sacramento.
Proprio durante questi quindici anni, Ramirez iniziò a disegnare. Tamo Pasto, uno psicologo-artista di origine finlandese, lo notò ed iniziò a conservare i grandi fogli composti da pezzi di carta incollati tra loro con pane e saliva.

Il tratto ora ingenuo, ora improvvisamente abile, di Ramirez sembra un labirinto dal quale emergono magicamente cavalli e cavalieri in stile messicano, solitarie figure, madonne ascendenti ed autostrade popolate da fiumi di curiose automobili. I disegni sono descrizioni di un mondo immaginario molto personale e intimo, caratterizzato da atmosfere inquietanti e solari allo stesso tempo.

Martin Ramirez - cavaliere - 1954

Nell’immancabile gioco del “chi ci ricorda” (una droga “iconica” alla quale non riesco a rinunciare) non si può non fare il nome di Paul Klee.

Da qualche mese è partita una mostra itinerante, con tappe in diversi musei americani, che indaga la complessa personalità di questo artista “self-taught”.
In mostra anche i dieci disegni che il dottor Pasto spedì nel 1955 al Guggenheim Museum, senza però ottenere risposta.

Dall’American Folk Art Museum di New York, l’esposizione si sposterà al Mexican Heritage Plaza di San Jose dal 9 giugno al 9 settembre. Dal 6 ottobre al 6 gennaio 2008 sarà invece al Milwaukee Art Museum.

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