Reproduce & Revolt: intervista con Josh MacPhee


Qualche giorno fa, appena dopo l'inaugurazione, sono andata a visitare la mostra Reproduce & Revolt, già recensita e, oltre a non aver affatto deluso le mie aspettative è stata l'occasione di poter realizzare altre due belle interviste: la prima a Josh MacPhee, autore e curatore della mostra insieme a Favianna Rodriguez, e la seconda alla The House of Love and Dissent, la galleria ospitante che ha dietro un idea, una storia e un progetto davvero molto interessanti.

Ma adesso due parole per introdurre Josh MacPhee. Artista, curatore, scrittore attivista attualmente residente a Brooklyn (NY). Il suo lavoro ruota intorno a tematiche di politica radicale, privatizzazione e area pubblica. Fra le sue diverse attività, organizza il Celebrate People’s History Poster Series, è autore di Stencil Pirates (Soft Skull Press) , co-editor di Realizing the Impossible (AK Press) e il suo lavoro è stato presentato da Clamor Magazine, In These Times, Punk Planet, Utne Reader, e molte altre pubblicazioni. Con lui abbiamo approfondito le tematiche interne alla mostra e la relazione fra artisti, design e movimenti sociali: un'intervista molto bella e toccante anche per l'attitudine aperta e scevra di autocelebrazione che Josh mi ha dimostrato.

Unico rammarico: avrei dovuto condurre l'intervista insieme a Favianna, una donna che tutti mi hanno descritto come eccezionale - la sua foto e le vere e proprie imprese che ha compiuto nella sua vita lo confermano -, ma per sfortunate coincidenze non siamo riuscite ad incontrarci. Spero possano tornare presto in Italia con i loro lavori e lo spirito che hanno portato in galleria e che potete visitare fino al 28 gennaio.

ps
Se qualcuno di voi fosse ancora in cerca di un piccolo regalo per la befana o per capo d'anno e abitasse a Roma, consiglio vivamente di fare un salto in galleria: sono in vendita magliette, poster, borse, libri e cartoline prodotte con i materiali della mostra deliziosi e davvero a prezzi abbordabili per tutte le tasche, a partire da 15 euro.

Reproduce
Reproduce
Reproduce

- Josh MacPhee, presentazioni per Artsblog.

Mi chiamo Josh MacPhee, sono un artista, un attivista, un "organizzatore" e vivo a New York. Il mio lavoro ha molte facce, una delle quali che è "in mostra" qui, è che sono un print maker. Molte delle mie stampe sono serigrafie o sono realizzate in silkscreen. I temi sono storici e politici, in particolare quelli legati ai movimenti liberali. Prendo molte idee, stili e ispirazione da questi movimenti, specie quelli americani del XIX sec, e ne faccio poster contemporanei per organizzazioni e movimenti sociali. Perché, quello che penso, quello che sento è che negli Stati Uniti è in atto un processo costante di individualizzazione: la gente è sempre più divisa e non sa cosa significa lavorare insieme. Quindi guardo alla storia delle persone che lavorano insieme e ne faccio poster e immagini che possano far riemergere il senso.

- Insieme alla mostra avete anche pubblicato il libro "Reproduce & Revolt", una sorta di how-to di activism design. Parliamo un po' del libro

Il libro ha una lunga storia che parte sin da quando si è iniziata la produzione di grafica politica per esprimere il desiderio di cambiare il mondo. Il libro si inserisce in questa antica tradizione: Goya in Sapgna, Posada in Messico, Coulot in Francia. Sono immagini semplici, stilizzate, molto forti che esprimono idee differenti sulla giustizia sociale e che possono essere utilizzate da chiunque. Poster, flyers, magliette, stikers, stencil: chiunque può prendere le immagini e farne ciò che vuole per diffondere un messaggio. Tutto il materiale è libero da copyright, in modo che la gente sia libera di riutilizzare, modificare, redistribuire, evolvere.

- Secondo te, qual'è la relazione fra design e activism nella società contemporanea?

Il mondo diventa sempre più un "oggetto di design", tutto quello che vediamo è sempre più coscientemente un'operazione di design: il ruolo del designer è enorme... c'è bisogno di maggiore responsabilità. Il potenziale del design deve essere utilizzato per rendere il mondo un posto migliore, più equo, più solidale, pacifico. Non solo di persone che desiderano fare e avere denaro.

- A partire dalla tua esperienza, esiste una la coscienza sia da parte dei designer/artisti sia da parte dei movimenti di questo ruolo e/o di una possibile convergenza?

Sì e lo fanno, lavorano insieme

- Potresti raccontarci qualche esempio legato al tuo lavoro che ritieni particolarmente significativo?

Tutti i poster che sono esposti in questa stanza (1) e che vedi sono il frutto del lavoro di dieci anni portato avanti da artisti e designer, realizzando illustrazioni di storie, in particolare di movimenti radicali. Negli Stati Uniti queste storie non si imparano sui libri. Ad esempio una cosa molto bella che è successa grazie a questi poster è che sono stati utilizzati da insegnanti nelle scuole per far conoscere le storie che raccontano. Questo è un esempio di come insegnanti e designer possono lavorare insieme per insegnare agli studenti qualcosa a cui in caso contrario non avrebbero avuto accesso se non in minima parte.

- Il feticismo ha un ruolo predominante nella società del consumo visuale: gli stessi poster sono diventano spesso oggetto di culto (si pensi alle copertine dei dischi famosi). Qual'è il possibile ruolo del feticismo nel dichiarare un'idea?

Lavorare su ciò che le persone trovano attraente è un valore, se serve a introdurre delle idee - si tratti di un poster, di un fumetto o di altre forme pop che le persone feticizzano. Ma c'è un aspetto che tengo a sottolineare. Esiste un'alfabetizzazione che ti insegna a leggere e una come leggere le cose visualmente: mi sembra che nelle scuole si apprenda a leggere i testi come parole, ma non si apprenda al contrario come siano costruite le immagini. Quello che penso sia importante per i designer con una coscienza sociale è realizzare delle immagini che insegnino alle persone "come" leggere queste immagini: una meta-alfabetizzazione visuale.

- Ultima domanda. Cosa succede dopo l'Italia? Quali progetti?

Dopo l'Italia - a proposito è la prima volta che ci vengo - rientro a NY. Progetti futuri... Vediamo, sto lavorando ad un altro libro. Il titolo è "Signs of Change" (Segnali di Cambiamento) ed è una raccolta si arte, poster, flyers, video... tutti i media creati dai movimenti sociali in tutto il mondo dagli anni sessanta fino ad oggi: una ricerca gigantesca!

Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce
Reproduce

(1) Josh si riferisce al piano inferiore della della galleria dove si sta svolgendo l'intervista e che ospita la collettiva "People History Posters" da lui curata raccogliendo i materiali di oltre 16 artisti. Sotto le foto che riprendono tutti i lavori esposti.

People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva
People's History Posters - Collettiva

  • shares
  • Mail