Interviewing the Crisis 2 con Andreas Jacobs - Nictoglobe (Olanda)


Eccoci giunti al secondo appuntamento di "Interviewing the Crisis 2" con Andread Jacobs di Nictoglobe. L'intervista di Andreas ha una natura del tutto particolare come potrete leggere voi stessi nel seguito dell'articolo.

Innanzi tutto Andreas non si presenta. Ovvero alla domanda risponde così "Ubi patria, ibi bene", citazione che, come ho scoperto, riprende dalle "Tusculanae Disputationes - V Libro" di Cicerone. La traduzione è "la patria è ovunque si stia bene". Nictoglobe nasce nel 1982. Inizialmente viene distribuito sui bus notturni di Amsterdam: è un giornale ciclostilato che si occupa di arte è questa una fase pre-internettiana del progetto, dal gusto squisitamente guttemberghiano. La pubblicazione cartacea viene progressivamente sostituita da edizioni elettroniche, che si seguono gli stadi di evoluzione di quello che oggi conosciamo come World Wide Web: prima la BBC, poi MSXII systems e i moduli TeleText, fino ad approdare definitivamente sul web alla fine degli anni '80. Attualmente Nicotoglob è una webzine trimestrale dedicata alle arti (pittura, scrittura, poesia, industria creativa) e all'attivismo, mentre le prime copie stampate sono conservate all'interno del International Institute of Social History di Amsterdam. Ogni numero è una open call for submission su un tema individuato dalla redazione, che seleziona i lavori degli artisti pubblicandoli sul sito e raccogliendoli in un archivio pubblicamente consultabile. Se fate i conti, un lavoro che dura oltre 25 anni e che si è consolidato in un network realmente internazionale e articolato.

E' in questo senso che interpreto la citazione di Andreas: Nictoglobe è cresciuto e si è sviluppato sul terreno più fertile e più adatto a lui, come farebbe una pianta o un essere umano. E questa patria senza luogo dove si trova il bene è il cyberspazio. Andreas ci parla di questo, della sua esperienza personale di artista e networker, di un'Olanda che non sfugge come il resto degli stati moderni alla sudditanza dal sistema capitalistico: è la gente che finisce col pagare le conseguenze della crisi e di un'economia fittizia e distante dal mondo reale dove aumentano il prezzo delle case, del cibo, dell'energia. Vivendo in quello che lui definisce uno stato di "epilessia culturale": l'uomo contemporanee che tende verso gli estremi, razionali o emotivi che siano.

Buona lettura.

Prossimo appuntamento con "Interviewing The Crisis 2" il 14 febbraio con Francesco "Warbear" Macarone Palmieri: con lui, esploreremo una personalità e un mondo che stanno "al bordo", costantemente in bilico fra morte e rigenerazione nel tessuto interstiziale della metropoli.

- Andreas Jacobs e Nictoglobe, un'avventura che nasce nel lontano 1982 ad Amsterdam: dalla distribuzione privata sui bus notturni alle BBS degli anni '90 fino all'attuale sviluppo del magazine e del vostro network internazionale. Presentazioni per i lettori italiani.

"Ubi bene, ibi Patria."
(Cicerone)

- L'Olanda, un paese a cui spesso dall'Italia guardiamo come modello di welfare, innovazione, diritti civili: come stanno rispondendo il mercato e le istituzioni olandesi alla crisi finanziaria in corso? Quali i sintomi e le ripercussioni più evidenti, in particolare legate al mondo dell'arte e della cultura, a partire dalla tua esperienza?

Il potere della politica e dell'economia è consolidato come in un riflesso condizionato per mantenere la sua posizione dominante sui meno e sui più, ad esempio la gente. I sintomi sono che le istituzioni finanziarie e non la gente viene risarcita per queste enormi perdite di mercato finanziario fittizio: aumento dei prezzi di cibo, case ed energia, questi sono i regali per la gente. Globalmente i governi, e questo vale anche per quello olandese, compartecipano fra loro, in una modalità (forse)auto/definente e auto/conservativa, dalla parte del capitale corporativo. Consolidando lo scenario in cui i governi sono mere estensioni degli interessi commerciali e corporativi. Sembra inoltre che ci sia un aumento di consapevolezza da parte delle gente "normale" che gradualmente diventa più sensibile e cosciente di un cambiamento del mondo.

Il settore dell'arte e della cultura, che continua ad essere gestito dai governi nella loro modalità collaborativa, è dipendente dai sussidi pubblici e vende alla grandi corporate di collezionisti di arte, che in Olanda hanno un'importanza enorme e sono tenuti in altrettanta considerazione. Benché io legga sui giornali che il budget per ampliare e mantenere queste collezioni sia stato drasticamente decurtato. Creando uno sconosciuto territorio economico in cui un'immane quantità di artisti "buoni da vendere" e non molto conosciuti sono nella condizione di vendere la loro arte nel così detto "vero mercato libero", person to person, senza i potenti intermediari che di solito utilizzano. Ci sono anche molti progetti critici che funzionano in rapporto a questa situazione finanziaria di crisi, fra cui uno degli organizzatori p "De Balie" (Centre for Culture and Politics – Amsterdam)


- NictoGlobe è un network realmente internazionale e le sue attività si caratterizzano sin dall'inizio attraverso un approccio critico e politico alla realtà: qual'è la tua valutazione personale della crisi in corso e in che modo ciò si manifesta nel tuo lavoro e nelle iniziative che porti avanti insieme al network?

Interpreto questa crisi come uno stato continuo. Il mondo è costantemente in crisi. Ho definito questo come "epilessia culturale", che significa che gli umani tendono a perdere se stessi negli estremi, che siano emotivi o razionali. Il secolo appena trascorso è esemplare in questo senso. Si pensi a personaggi coma Einstein, Buckminster Fuller, John F. Kennedy, Jacky Onassis, Hitler, Gandhi, Saddam Husein o anche ad eventi come la prima e la seconda guerra mondiale, Yper, Hiroshima e Auschwitz per riprenderne solo alcuni: essi simbolizzano i grandi sogni del genere umano, realmente eroici e nello stesso tempo distruttivi/Shiva e costruttivi/Brahma, figure epiche nello spettacolo che chiamiamo società.

L'arte oggigiorno sta funzionando sempre più come un'interfaccia socio-economica fra contenuto-contenitore e contenuto-ricettore, umano, animale, industriale, immateriale o materiale. E' così, l'arte tende alla funzione connettendosi in un senso più profondo a diversi aspetti della società. La complessità della vita si estende logicamente nel regno della vita di ogni giorno, che è semplice o complessa in base a come appare ai sensi.
Il pollice o l'occhio non saranno capaci, letteralmente e metaforicamente, di "sentire" o "vedere" ciò di cui un altro sta facendo esperienza come qualità estetica o etica.

Nel mio lavoro di (new media) artist cerco di esprimere/ricercare queste premesse a partire da una ricerca "pan-iconologica" sulle possibilità di separare l'immagine dal significato, con il risultato di diverse serie di astrazioni visuali. La stessa attitudine di ricerca caratterizza il nostro progetto collaborativo, Friction Research, per il quale Nictoglobe invita annualmente o trimestralmente - dipende dal tempo - artisti e scrittori internazionali a riflettere con i loro lavori su uno specifico tema, indicato come particolarmente significativo e attuale nel nostro editoriale. L'ultimo tema che abbiamo lanciato era ::: Investigating Ruptures in the Art Political Grid :::. All'ultima call ha partecipato un sostanzioso numero di contributori attivi, i cui lavori sono rimarranno pubblicati su Winter 2009 Issue of Nictoglobe, fino al 28 febbraio.

L'individuo o il gruppo che cerca di rispondere alla domanda "qual'è la tua scelta: bellezza o libertà?" produce come risultato lavori artistici che si posizionano in modo vago e incomprensibile, in qualche luogo fra questi due concetti.


- Nell'estate del 2007 NictoGlobe organizza a "De Balie" (Centre for Culture and Politics - Amsterdam) un DIY CoolMediaHotTalkShow sul tema "Creative Resistance: New Media as Soft Arms". La new media art offre, secondo te, opportunità, strumenti e prospettive per affrontare la crisi? Se si quali? Ci sono delle esperienze che ritieni particolarmente significative in questo senso e che ci vuoi illustrare?

Mi interessa collegare gli estremi, perché è il processo più influente. C'è la pornografia, la crudeltà, la guerra e la tolleranza. I Pochi e i Molti, l'Occhio e il Pollice, il Grido e il Silenzio, le cose da Toccare e quelle da Vedere, il Fulmine e il Vento. I sensi, in primo luogo, filtrano e canalizzano la realtà attraverso esperienze reali, comportamentali e socio-patologiche. Sto producendo immagini pornografiche in braille per esprimere questa immagine priva di corpo che penetra dal di fuori il mondo. Scegliendo il braille, l'alfabeto per i ciechi, voglio accentuare l'enorme carico di immagini che si trovano nel mondo. La religione di "Bildverbot" e la demolizione pianificata dell'antica statua del Buddha in Afghanistan sono temi contemporanei pregnanti e pieni di angoscia su cui mi piacerebbe riflettere. La conoscenza delle intrinseche relazioni relazioni di potere estetico politiche, impone le immagini al mondo esterno e da ciò la digestione di un'esperienza interna del mondo-da-dentro è un processo di creazione del mondo realmente significativo.

I (nuovi) media offrono sempre strumenti per investigare ed esplorare un modo di posizionarsi ed essere-nel-mondo. In questo senso io non concepisco i nuovi media come qualcosa di speciale o nuovo. Una cosa che differenzia i nuovi media dagli altri è quel tipo di immaterialità, che li rende difficili da incorporare nell'attuale sistema capitalistico: sono difficili da introdurre nella catena produttore-consumatore. Questa particolarità rende possibile di rimanere fuori da un sistema economico fittizio e di sviluppare il proprio modo di riprodursi, comunicare etc... Internet gioca un ruolo molto importante nel mantenere questo stato fluido e intangibile.

Internet può essere pensata per aiutare i (nuovi) media a "diventare" piuttosto che a "essere o non essere" arte.

- L'arte contemporanea si sposta sempre di più sugli aspetti processuali e comunicativi. Secondo te, un modello di business può essere un'opera d'arte?

Se il modello di business è disegnato degli artisti, allora sì!

Io non penso che un'opera d'arte non debba giocare un ruolo nel mondo a venire, ma penso che la comunicazione dagli artisti verso il pubblico sarà espressa in modo più diretto e senza intermediari come istituzioni, grandi collezionisti, musei e simili. Un approccio all'arte, in cui essa possa diventare un sincero interesse fra l'essere umano e la la sua relazione verso l'esperienza del mondo: la risposta razionale/emotiva/gnostica che l'opera d'arte crea nella percezione degli altri sarà un modello più adeguato ai tempi futuri.

--------ORIGINAL VERSION--------

- Andreas Jacobs and Nictoglobe, an adventure that was born in 1982 in Amsterdam: from private distribution on night buses, to the BBSs during the 90s, up to the current evolution of the magazine and of your international network. A presentation for the italian readers.

"Ubi bene, ibi Patria."
(Cicerone)


- Netherlands is a country that is often taken as a model for welfare, innovation and civil rights: does this reflect the reality of your country? How are your Netherlands' markets and institutions responding to the current international financial crisis? Which are the symptoms and the repercussions? How are the arts and culture sectors affected by it?

The power of politics and economics is consolidated as in a responsive reflex to maintain its dominant position towards the lesser and the more, i.e. the people. The symptoms are that financial institutions and not the people are compensated for the enormous losses in fictitious financial markets, households, rising food and energy prices are the gift to the people. Globally governments, The Netherlands as well, share themselves, in a (maybe) self-defending / self-maintaining way, at the side of corporate capital. Consolidating the scenerario in which governments are mere extensions of commercial and corporate interests. There seems to be also a rising awareness among ‘regular’ people who gradually becoming more sensitive to and aware of a changing world.

The arts & culture sectors are continuing in their government-initiated collaborative ways, being dependent on state subsidies, and selling to the big corporate art-collectors, which are of great importance and esteem in The Netherlands. Although I read in the newspapers that the budget for extending and maintaining these collections are drastically being cut [1]. Creating an unknown economical terrain in which a huge amount of good-selling not-very-known artists are again being brought into the position to sell their art on a 'real free' market i.e. one to one, person to person, without the mighty intermediaries they were used to. There are also a couple of critical projects going on regarding just this critical financial situation, among which one of the organizing parties is "De Balie" (Centre for Culture and Politics – Amsterdam) [2].

- Nictoglobe is a truly international network and its activities are constantly characterized by critical and political approaches to reality: how do you evaluate the current (continuous, actually) state of international crisis? How does it reflect into your work, individually and inside Nictoglobe's network?


I see this crisis in a continuous way, the world is constantly in a crisis, I formulate this as 'cultural epileptiscm' [3], that is that humans tend to loose themselves into extremes, whether these being emotional or rational. The last century is exemplary for this. Look at persons like Einstein, Buckminster Fuller, John F. Kennedy. Jacky Onasis, Hitler, Gandhi, Saddam Husein, or events like WW1 & 2, Yper, Hiroshima & Auschwitz to name just a few, they symbolize the great dreams of mankind, truly heroic in its both destructive / Shiva and constructive / Brahma aspects, epical figures in the spectacle that is called society.

Arts is functioning nowadays more and more as an socio-economical interface between content-containers and content-receptors whether human, animal, industrial, immaterial or material. That is, art tends to function in a broader and deeper connecting sense on different aspects of society. The complexity of life logically extends itself to the realm of everyday life which is as complex or as simple as it appears for the senses. The thumb or blind will not be able, literally and metaphorically, to ‘hear’ or ‘see’, what someone else is experiencing as an ethical or aesthetical quality.

In my work as an (new media) artist I try to express / research these premisses by ‘pan-iconological’ researching the possibilities of separating the image from the meaning, resulting in several series of visual abstractions [4]. The same research attitude characterizes our collaborative project, Friction Research for which Nictoglobe invites yearly, quarterly, depending on time, international artist / writers to reflect in their work on a specific theme, which is, in our editorial opinion, significant and current. Our last theme was: ::: Investigating Ruptures in the Art Political Grid :::. The open call resulted in a substantial number of active contributors whose submissions are being published in the Winter 2009 Issue of Nictoglobe, due 28 februari 2009.

Individual as well as collaborative trying to answer the question: ‘what is your choice, beauty or freedom?’, results in (art) works which, in some vague, rather incomprehensible way, position themselves somewhere between these two concepts.


- In Summer 2007 Nictoglobe organized in "De Balie" (Centre for Culture and Politics - Amsterdam) a DIY CoolMediaHotTalkShow on the theme of "Creative Resistance: New Media as Soft Arms". Does new media offer opportunities, tools and perspectives to confront this condition of continuous crisis? In case the answer is "yes": which are the most significant processes you see as being significative?

I regard how to relate with extremes as a most influential process, so there is pornography, cruelty, war, love and tolerance. The Few and The Many [5], The Blind and the Thumb, the Scream and the Silence, Touch and Sight, The Flesh and the Wound. Senses foremost filters and channels 'reality' towards reality experiences, behavioral and socio-pathological. I am in the course of making braille pornographic images to express this body-less image penetrating outside-world. By choosing braille, the script for the blind, I intend to accentuate the enormous burden images are placing on the world. The religious driven ‘Bildverbot’ and the planned demolition of the ancient Budha statue in Afghanistan are pregnant and Angst-laden contemporary issues I would like to reflect upon. The awareness of the intrinsic politico-aesthetical power-relations, images impose to the outside-world and the digestion there-off into one's internal inside-the-world experience is a significant world-creating process.[6]

(New) media offers always a tool to investigate and explore one's position of ‘becoming’ in the world. In that regard I do not see new media as special or 'new'. One thing which separates new media from other media is that has a kind of immateriality, which makes it difficult to be incorporated by current capital systems, as it does not fit easily in the producer-consumer chain. Particularly that aspect is a possibility to stay outside a fictitious economical construction and to develop its own way of spreading, communicating etc. The Internet plays a very important role in maintaining this fluidal, intangible position. The Internet can be a means to help (new) media of ‘becoming’ rather than ‘being’ or ‘not being’ art.


- Contemporary art constantly evolves towards being progressively more oriented to communicational and processual forms. Do you think that a business model can be a work of art?

If the business model is designed by an artist, Yes!

I do not think that a work of art should not play a future role in the coming world, but I do think that the communication from artists towards audiences will be expressed more directly and without the intermediaries like art institutes, corporate collectors, musea and the like. An approach towards the arts, in which art functions as a sincere concern between a human being and its relation towards its experiential world and the rational / emotional / gnostic response the work of art creates in the perception of the other will be a more suitable model for the times ahead.

Notes and references:

[1]: https://www.volkskrant.nl/kunst/article1134483.ece/Grote_bedrijven_bezuinigen_fors_op_kunst,

[2]: https://www.debalie.nl/artikel.jsp?podiumid=politiek&articleid=305795

[3]: Anonymous, Senses as subtle as the eye are constantly un a flux with reality and unintentionally directing us towards an internal agreement with our external environment. - 213.84.121.193, as found on the Internet, 2008

[4]: A. Andreas, Pan-iconological research on seperating the image from the meaning, Nictoglobe #4 2008

[5]: A. Andreas, The Few and the Many, Nictoglobe #3 2008, https://www.nictoglobe.com/new/articles/tfatm.html

[6]: Das Kapital ist der wirkliche Aggressor!

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