Le Metamorfosi di Agostino Arrivabene in mostra a Bologna

Capro nero - 2008 - Agostino Arrivabene

Inaugura il 17 gennaio presso la Galleria Forni di Bologna la personale di Agostino Arrivabene "Metamorfosi".

In mostra circa 30 dipinti che trattano i generi amati dall'artista, dalle nature morte evocative di mistero, ai paesaggi ideali di recente creazione, dagli animali bizzarri alle figure umane.

Caratteristica dell'autore è l'uso di un linguaggio simbolista, dove figure dolenti attraversano paesaggi visionari e fantasiosi che rivelano un lato oscuro. La produzione artistica più recente mostra però una presenza maggiore di luce a cui si aggiunge un nuovo elemento, una farfalla bianca. La cavolaia, come è chiamato comunemente il lepidottero, compare in diversi dipinti e sembra avere la funzione di un marchio divino, un piccolo bagliore che porta il segno del cambiamento verso luci nuove.

Metamorfosi - Agostino Arrivabene - Galleria Forni - Bologna
Capro bianco - 2008 - Agostino Arrivabene
Corona santa - 2008 - Agostino Arrivabene
Lumen cinereum - 2007 - Agostino Arrivabene

16 aprile 1642 (omaggio a Saskia) - Agostino Arrivabene
Miracolo al foro di Traiano - 2008 - Agostino Arrivabene
Zeus (particolare) - 2008 - Agostino Arrivabene
Isola con tifoni omaggio ad Arnold Bocklin - 2007 - Agostino Arrivabene
Danae (marittima, Sicilia) 2008 - Agostino Arrivabene

Tra i dipinti esposti "14 giugno 1642, omaggio a Saskia e Rembrandt" e "Corona santa", opere che trattano la natura morta. "Zeus", "Il capro bianco" e "Il caprone nero", lavori che trattano gli animali, il genere pittorico preferito in questi ultimi anni da Arrivabene, dove attraverso l’aberrazione dell’albinismo l'elemento animale diventa, per via della sua rarità, elemento divino, manifestazione della divinità. Il paesaggio è invece presente in "Danae" e "Nube ch’avanza" e ancora in "I balnea di Zeus", per finire con la serie dei ritratti come "Dimitri" o "Andrea con farfalla blu".

La mostra chiude il 26 febbraio.

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