Freedom for Remix. La risposta di Romaeuropa Web Factory


Se ricordate proprio prima di natale, ho scritto un articolo sul contest lanciato da Romaeuropa Web Factory cn l'intento di segnalare alcuni punti di criticità relativi al regolamento del concorso e aprire un dibattito pubblico con la Fondazione Romaeuropa Festival e i curatori del contest su un tema cruciale per l'arte contemporanea, coinvolgendo i diretti interessati.

Successivamente all'articolo, una lettera aperta indirizzata al concorso e alla Fondazione scritta a più mani e stata inoltrata ai suoi destinatari, che hanno promesso una risposta ufficiale: la pausa natalizia vedeva un fermo delle attività e un organico sguarnito di personale al momento in ferie, come ci è stato detto. La risposta è infatti prontamente arrivata - ringraziamo per questo gli organizzatori - e siamo felici particolarmente di pubblicarla: l'articolo iniziale diffuso attraverso questo blog sta contribuendo a sviluppare un dibattito decisamente interessante e questo per noi è il primo risultato concreto.

La risposta di Gianluigi De Stefano, curatore del contest, sembra confermare le perplessità sollevate dalla lettera aperta, ma di questo parleremo insieme a Marco Scialdone, avvocato esperto in diritto d'autore fra e primo firmatario della lettera, che intervisterò nei prossimi giorni. Intanto eccovi il testo di Gianluigi De Stefano in versione integrale.

"Cari amici,

ho letto l'articolo che esprime perplessità riguardo all'articolo 8 del Regolamento di Romaeuropa Web Factory.

I vostri rilievi sono pertinenti e interessanti e ritengo quindi doveroso fornirvi alcuni chiarimenti circa le riflessioni che ci hanno portato alla formulazione dei divieti che l’articolo contiene.

E' bene ricordare, innanzitutto, che Romaeuropa Web Factory è un concorso a premi nato in partnership con Telecom Italia e che tutti i Promotori hanno indicato la chiarezza e la parità di condizioni come principi irrinunciabili.

Abbiamo ritenuto, perciò, che la tutela di un'intera collettività di artisti fosse un interesse che non dovesse in alcun modo entrare in conflitto con la libertà di espressione di ciascuno.

Un concorso come quello organizzato da Fondazione Romaeuropa e Telecom Italia ha un impatto nella comunità talmente rilevante da non poter prescindere dal rispetto delle norme di legge e ciò a tutela del regolare funzionamento del concorso.

Come è ben detto nel vostro intervento le attività di remix e mashup sono lecite solo se composte da materiale di pubblico dominio o oggetto di esplicita licenza da parte dell’autore.

Questo perché per la normativa vigente il diritto all’integrità dell’opera e il diritto morale di essere riconosciuto come autore dell’opera sono diritti spettanti all’autore che non possono essere ignorati.

Per poter ammettere opere oggetto di mashup e remix avremmo dovuto quindi o verificare i titoli di legittimità di ciascuna opera rendendo troppo farraginosa e impraticabile l’ammissione delle opere stesse o esporre l’intero concorso al rischio di azioni giudiziarie intentate da qualche artista o da qualche concorrente.

Sappiamo bene che le pratiche oggetto del divieto sono molto comuni e sono ormai riconosciute come un "genere" a sé stante il quale ha un fascino e una dignità molto apprezzate.

Tuttavia di fronte alle osservazioni degli avvocati una rinuncia in questo senso ci è parso che fosse sopportabile visto gli scopi dell’intero progetto.

Chiarito tutto questo, vi ringrazio ancora per le parole di apprezzamento contenute nell'articolo e vi invito a partecipare a questa come alle prossime edizioni del Romaeuropa Web Factory"

Gianluigi De Stefano
Curatore Romaeuropa Web Factory in partnership con Telecom Italia

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