Arte, genio, follia. A siena la mostra ideata da Sgarbi

Il concerto nell'uovo - XVI sec. - Hieronimus Bosch

Dal 31 gennaio, Siena ospita nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala "Arte, Genio, Follia. Il giorno e la notte dell'artista".

Nata da un'idea di Vittorio Sgarbi, la mostra per la prima volta indaga, attraverso 300 opere, il complesso rapporto tra la produzione artistica e il disagio mentale, in momenti fondamentali della storia dell'arte.

Il percorso, diviso in otto sezioni, si sviluppa in ordine cronologico, partendo dall'emarginazione e il riscatto dei folli del periodo medioevale. La seconda sezione porta in scena i 9 busti di Messerschmidt, nato sotto Saturno, secondo Wittkower, che nella seconda metà del Settecento ha rappresentato nelle famose smorfie la propria follia e quella universale.

Nella terza parte si incontrano quattro artisti del tempo di Nietzsche: Van Gogh, Munch, Strindberg, Kirchner. Tra le opere "Saint-Paul à Saint-Rémy-de-Provence", realizzata quando il pittore si trovava, per sua volontà, nella casa di cura. La guerra vista attraverso gli occhi di Guttuso, Mafai, Otto Dix e Grosz è il tema della quarta sezione. Mentre la quinta sezione è dedicata dalla Collezione Prinzhorn di Heidelberg, la raccolta storica di arte dei folli proveniente da istituzioni manicomiali europee, iniziata negli anni '20 dallo psichiatra e storico dell'arte da cui la collezione ha preso il nome. La follia come molla creativa è protagonista dell'arte bruta della sesta sezione, seguita da lavori realizzati da Carlo Zinelli e Antonio Ligabue.

Arte, Genio, Follia. Il giorno e la notte dell'artista
Le ver luisant - 1933 - Victor Brauner
Murder - Edvard Munch
Mensch werde wesentlich - s.d. - Helga Goetze

Erna Kirchner - 1917 - Ernst Ludwig Kirchner
Hopital Saint Remy de Provence - 1889 - Vincent Van Gogh

L'ultima parte del percorso si articola in tre sottosezioni dove vengono presentati i disegni realizzati sotto l'effetto della mescalina da Henri Michaux; la sperimentazione surrealista di Max Ernst, André Masson e Victor Brauner; il movimento degli anni '60 "Wiener Aktionismus", che più di ogni altro ha interpretato il tema della follia nei suoi aspetti più reali, cupi e violenti.

La mostra si può visitare fino al 25 maggio.

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