'In stencil we trust': Orticanoodles in mostra fino al 29 Gennaio a Milano

ortica_car

Sabato sono stato alla vernice della mostra "In stencil we trust, a solo exhibition by Orticanoodles", aperta fino al 29 gennaio presso lo Spazio Culturale Zerologico a Milano. Orticanoodlees di Tso Crew espone un buon numero di tele preparate per l'occasione che rappresentano una testimonianza fresca della sua ricerca. Avendo lavorato nel campo dell'advertising Ortica fa largo uso di immagini iconiche, miti e protagonisti della società di massa. Materiale simbolico che gestisce con disinvoltura, rivisitando l'immaginario collettivo con uno sguardo ironico, pungente, urticante.

Il volto di Gesù posto all'interno della cornice quadrata di una miniatura appare in molte delle sue produzioni in giro per l'Europa. Graficamente contrastato, privato della folta chioma si ripropone come marchio, testimonial del 'brand' dell'artista, della sua propaganda . E' un Cristo che sembra perdere i suoi connotati tradizionali per divenire il volto di chiunque, forse anche quello dell'artista. Lo stesso che campeggia in 'One hundred cans', uno spettacolare trittico di tele. Qui il cristo è impresso sulla facciata di una serie di lattine d'olio che occupa in profondità lo spazio, fino a disegnare quasi un paesaggio urbano fatto di singolari grattacieli. Piuttosto straziante è invece il deturnamento che investe in "Reddeer" il cervo posto sotto alla bandiera della Svizzera. Mutilato delle zampe posteriori e costretto a muoversi su un baroccio finisce quasi per rimanere imbalsamato nei rovi che lo avvolgono a mo' di ragnatele. Da un lato c'è l'omaggio allo stile grafico elvetico che affascina molto l'artista per la pulizia e il rigore del segno, dall'altro lato idee diverse confondono l'armonia della Svizzera Verde.

A livello tecnico l'uso dello stencil permette un ampio margine di movimento e una precisione a volte maniacale che fa pensare alla stampa. Lo stencil che "si separa" dai muri delle città si evolve e si apre ad ulteriori contaminazioni. Quello che prima era un segno costretto nel tempo dell'esecuzione, ma libero di estendersi nell'ambiente potenzialmente illimitato della città, adesso diventa riflessione sulla superficie finita di una tela. D'altronde lo stencil in una città si propone allo sguardo per periodi di tempo più o meno brevi e soprattutto con una diversa frequenza. Forse come molta street art è più legato all'effimero, ma dall'altra parte è anche vero che di uno stencil rimane sempre la matrice.

Orticanoodles_Zerologico_MIlano
Orticanoodles_advertising
Orticanoodles_reddeer
Orticanoodles_visitors

Sulle tele entra in gioco un linguaggio fatto di maschere, scontornamenti, stratificazioni, sovrapposizioni, un toolkit che ricorda appunto quello del grafico pubblicitario che lavora con un editor di fotocomposizione. Della pubblicità c'è il forte impatto visivo, la stratificazione dell'immagine e dei livelli compositivi, la capacità di costruire piccoli universi di senso su ogni tela. Qui però non tutto finisce bene, sfociando nell'idillio della devozione al consumismo. Anzi, diremo che qui non tutto finisce. La saturazione e la frammentazione della realtà all'interno di pattern infinitamente replicabili conduce lontano da quella sensazione di confort e sicurezza tipica della pubblicità.

Orticanoodles è capace di uno stile preciso e dettagliato sicuramente ricco di riferimenti alla fotografia, al linguaggio della grafica, della meccanica, della pop art, alla cyber art ed alla biologia. Elementi appartenenti ad universi simbolici differenti, che si incontrano sulle sue tele creando scompiglio ed irrequietezza, dando origine ad una trama densa e fitta che non perde mai di vista la simmetria e le relazioni tra le parti dell'insieme. Organismi che si trasformano con la tensione iscritta in ogni quadro, comunicando un'ambiguità di fondo. Quella tra la consapevolezza legata al senso naturale, peduto e sommerso, sotterrato, ma pur sempre iscritto nella realtà, e l'insopprimibile casualità semiotica che lega fra loro gli elementi dell'universo culturale umano. In questo marasma il segno artistico esce come da un'esplosione, continuamente ricostituendosi.

Orticanoodles_advertising02
Orticanoodles_advertising03
Orticanoodles_untitled_0409

  • shares
  • Mail