La Primavera del Rinascimento in una mostra imperdibile a Firenze

A Firenze approda una grande mostra: dal 23 marzo a Palazzo Strozzi si svela al pubblico la maestosa Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze dal 1400-1460.



Firenze culla dell'arte
e del più rigoglioso e magnifico Rinascimento. Firenze che sboccia a Primavera ancora più affascinante e suggestiva con i suoi vicoletti che parlano di storie antiche di un fasto, che resta vivo nei solchi dei muri ora delle imponenti architetture, ora dalle case signorili e dai sontuosi palazzi del centro storico, ora delle bellissime piazze.

Firenze che torna sotto i riflettori con una mostra imperdibile: la Primavera del Rinascimento, e non c'è titolo più adatto per un'esposizione d'arte che celebra anche il benvenuto della stagione dei fiori e delle prime giornate di sole, tiepido e ancora troppo timido. Questo importantissimo allestimento, e si parla della mostra dell'anno nel bel capoluogo toscano, è stata realizzato con il prezioso supporto del museo del Louvre, dove poi soggiornerà dal 26 settembre al 6 gennaio 2014.

Come potete quindi presto intuire si tratta di una retrospettiva molto articolata e ben dettagliata, progettata da mesi di lavoro di ricerca. La mostra si sviluppa in un percorso diviso in dieci sezioni che vedono protagonisti circa 140 capolavori, alcuni appena usciti da un intenso lavoro di restauro. Una sezione è un inchino ai nonni e precursori del Rinascimento, le prime riscoperte dell'antichità e l'eredità gotica con opere di Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino, Jacopo della Quercia, Francesco di Valdambrino, e Giotto. La parentesi si chiude invece con l'apoteosi della fioritura del culto della bellezza rinascimentale, con il mecenatismo dei Medici e delle potenti famiglie fiorentine, la ricerca della magnificenza e dell'autocelebrazione dell'oligarchia cittadina.

E poi ancora le sculture di Donatello, Nanni di Banco, i grandi dipinti del Ghiberti, Luca della Robbia, Nanni di Bartolo, Agostino di Duccio, Michelozzo, Desiderio da Settignano, Mino da Fiesole, solo alcuni gli artisti che vedranno le abbaglianti luci della ribalta ancora una volta. Sono i fautori del Primo Rinascimento, coloro che hanno contribuito al fiorire delle arti in quella che poi diventa una delle città più belle del mondo.

In mostra si potranno ammirare poi i dipinti del Masaccio, di Filippo Lippi, di Andrea del Castagno e di Paolo Uccello, solo per citane alcuni, perchè questa esposizione si articola in un cammino denso di opere e di artisti; accarezzando tutti gli autori che hanno contribuito a dare una svolta al pensiero umano moderno. Non possono mancare due nomi altisonanti con alcuni significativi rilievi appena restaurati: il Ghiberti e il Brunelleschi.


Una mostra sulle origini del Rinascimento è al tempo stesso un’esperienza appassionante, per la bellezza e l’importanza delle opere, e un'impresa quasi impossibile, se attraverso quelle opere si intende spiegare il fenomeno forse più complesso, più controverso e più sorprendente dell’intera storia dell’arte.

Quel momento è stato e resterà irripetibile nel campo della cultura come in quello della creazione artistica e se ognuna delle teorie messe in campo da grandi storici del XX secolo – da Wölfflin, a Warburg, a Panofsky – ha portato nel dibattito una sua parte di verità, nessuna è stata capace finora di ricostruirne la formula per intero. Forse per questo, nel corso del Novecento, il primato e la specificità del Rinascimento sono stati ripetutamente messi in discussione, e lo sono tuttora.

Dichiarano i curatori della mostra a Palazzo Strozzi: Beatrice Paolozzi Strozzi, direttore del museo Nazionale del Bargello, e Marc Bormand, conservateur en chef al dipartimento di Scultura del Louvre. Per tutte le info, orari, prenotazioni e dettagli delle opere, potete consultare questa sezione del sito ufficiale della Fondazione Strozzi.

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