The Word is Yours - Un progetto online tra critica e linguaggio

Online exhibition

The Word is Yours è un progetto di Margherita Salmaso e Chiara Zizioli, che si propone di indagare le relazioni tra linguaggio e critica, scrittura e discorso sull'arte. La ricerca si sviluppa su una piattaforma operativa web, dove vengono ospitati artisti in uno show online che dura all'incirca un mese.

L'idea parallela è quella di portare allo scoperto le opere, le parole, le confessioni. Da qui possono scaturire dinamiche interessanti. L'arte contemporanea all'interno dei processi comunicativi. Cosa si perde e cosa si guadagna. Quanto discorso sull'arte c'è, obsoleto, retorico ed arrogante, e di quanta contiguità comunicativa tra gli "attori" (artisti, pubblico, critica, organizzazioni...) ci sarebbe invece bisogno.

In un primo tempo tutto questo mi ha fatto venire alla mente quel 'La critica del linguaggio come linguaggio della critica', pamphlet del magrebino situazionista Mustapha Khayati. Qui, proprio a partire dal rifiuto del dominio del linguaggio sulla realtà si cercava di dare sostegno ad una critica militante, che non si limita a confermare o bandire un autore utilizzando categorie di giudizio prestabilite e concetti reclusi dentro compartimenti stagni. Anzi, si fa essa stessa creatrice, portando allo scoperto quelle istanze di novità e sperimentazione che riproduce.

L'arte considerata non in sé, ma come quel valore aggiunto che si riconosce in molti linguaggi, che ogni volta "riordina" gli universi percettivi portando allo scoperto nuove porzioni di realtà. L'arte, l'attivazione dei meccanismi ludico-creativi dell'intelletto umano mantiene vivo il processo della semiosi illimitata e dà valore aggiunto ad ogni minuscola particella dell'esistente.

ll primo artista presentato dal curatore Claudio Musso è il giovane Marco Strappato, che ama spingersi nei territori di confine tra sonoro e visivo.

Nel suo "Estratto #3 - Hossein pensa che..." lo spettatore viene posto di fronte ad una mancanza. Si sente un dialogo, si intuisce una situazione, si colgono dei suggerimenti su quello che non c'è. L'artista propone di riflettere per un attimo sulle immagini che non ci sono, sono volate via. Al loro posto uno sfondo nero entro cui si muovono i personaggi di una pellicola, un film che ha selezionato per noi. Ad interrompere il buio i dialoghi dei parlanti appaiono impressi sotto forma di parola scritta e determinano l'unico intervento creativo dell'artista. La poetica della mancanza, della sottrazione contro quella dell'esubero, dell'avanzo.

In questa prima proposta, esile ma tuttavia interessante, c'è sicuramente l'idea della creatività intesa come divenire. L'artista che non si ferma ma traccia un percorso. Costruisce un archivio di tagli, estratti da altre opere, che esamina la particolarità del proprio sguardo ed attende cheil suo operato si confronti con l'esterno. L'arte che suscita domande e suggerisce altrettante infinite risposte. Ma se a mancare è lo spazio per esprimerle queste risposte? Niente paura, 'The Word is Yours'.

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