Personale di Daniele Puppi a Pescara

Fatica n.28 bis (megahome) - Daniele Puppi - Palazzo delle Esposizioni e Magazzino d'Arte Moderna, Roma 2008 - Courtesy Lisson Gallery, Magazzino d'arte moderna - Photo Mario Di Paolo

Una sua installazione video-sonora "Fatica n.28 bis" era presente alla 15ª Quadriennale d'arte di Roma (che sono riuscita ad immortalare - ultimi fotogrammi - in un illegal video).

Ora Daniele Puppi apre la stagione 2009 della Galleria Vistamare di Pescara con una personale, "Zero", visibile dal 10 febbraio al 30 giugno (inaugurazione il 7 febbraio alle 18.30).

L'artista, figura di rilievo del panorama artistico contemporaneo, si è concentrato fino ad oggi su due media: le installazioni video-sonore, le Fatiche, che prendono vita dall’incontro diretto con lo spazio fisico destinato ad ospitarle, e i Frammenti, fotografie a colori che nascono dalle installazioni fermando un tempo preciso, per diventare, in questo modo, opera autonoma. Ed è questo tipo di lavoro che ha presentato a Palazzo delle Esposizioni di Roma e in diverse altre sedi come il MART, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto; l'Herford Museum of Art and Design di Frank Gehry in Germania; l’Hangar Bicocca di Milano. Nell’estate del 2009 la sua opera sarà, inoltre, ospitata alla Spring House di Londra.

Zero - Daniele Puppi - Galleria Vistamare - Pescara
Fatica n.21 - Daniele Puppi - Mart Museo di Arte Moderna e Contemporanea, Rovereto 2003 - Photo Lucio Cremonese
Fatica n.10-Eldorado - Daniele Puppi - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo 2001
Frammento, zero - 2008 - Daniele Puppi - Courtesy Galleria Vistamare, Pescara

Per la prima volta, nello spazio di Pescara Puppi interviene senza l’uso della videoinstallazione a cui ci ha abituati. Il progetto, ideato appositamente per la galleria, si sviluppa attraverso una dinamica di movimenti eventi istantanei che irrompono con intensità percorrendo il vuoto, qui inteso come vera essenza dello spazio e modificano la percezione del luogo, provocando una sorta di cortocircuito nello spettatore. Un'intenzione che si presenta come immediata, tangibile, diretta e che percorrerà tutte le 12 stanze dello spazio espositivo.

Un'evoluzione che l'artista spiega come la ricerca di nuove velocità di propagazione, fino a trovare un ritmo, a volte vertiginoso, che sostiene il movimento e la sua sempre diversa ripetizione.

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