Al Palazzo Blu di Pisa in mostra Artemisia Gentileschi

Un'artista rinascimentale che gli storici dell'arte stanno lentamente riscoprendo come puro talento e vera apripista per intere generazione di donne dell'arte. Artemisia Gentileschi conquista con la musa Clio e gli anni napoletani il Palazzo Blu di Pisa.

Dopo il grandissimo successo della retrospettiva su Kandinsky, il Palazzo Blu di Pisa continua la stagione artistica in bellezza con una importante mostra in onore a Artemisia Gentileschi. L'esposizione si snoda a partire da un dipinto clou eseguito dall'artista nel 1632: Clio musa della Storia per poi sviluppare un cammino intenso e affascinante che narra la storia di vita di una donna, una tra le primissime a ribellarsi e a spalancare le porte alle figlie dell'arte moderna e contemporanea, a rompere la serratura di una tra le tanti arti visive che erano solo ed esclusivamente al maschile: la pittura.

La mostra, che esibisce i dipinti dell'artista seicentesca, inediti o mai visti in Italia, si concentra sugli anni napoletani della pittrice e scava tra gli archivi dell'antica e preziosa produzione partenopea che risale al periodo di fioritura artistica della figlia del noto caravaggista romano Orazio Gentileschi, per poi evocare le vicende biografiche personali di Artemisia Gentileschi durante la decade trascorsa nella capitale del Vice Regno e in Toscana.

Questa pittrice negli ultimi anni è stata anche protagonista illustre di due personali d'eccezione, la prima a Milano nel 2011 e la seconda esposizione monografica al musèe Maillol di Parigi solo l'anno scorso. La mostra al Palazzo Blu di Pisa però ci svela una fase artistica ancora praticamente inesplorata dagli addetti ai lavori; si concentra infatti sulla Clio, Musa della storia, e sui misteri che si celano dietro a questa opera d'arte capitale.

La rassegna di Palazzo Blu studia poi la tecnica e le variazioni stilistiche di Artemisia a Napoli, sfruttando la comparazione con altri dipinti eseguiti nell'incredibile bottega montata da Artemisia in quegli anni. Tra questi, oltre al maestoso David inedito (1631) proveniente da un'antica collezione privata napoletana, saranno svelati altri capolavori unici, tra cui l’Annunciazione del Museo Nazionale di Capodimonte (1630), la Minerva delle Gallerie Fiorentine (1635), restaurata ad hoc per l’occasione e l’Autoritratto della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini (1635-37). Aperta al pubblico dal 23 marzo al 30 giugno 2013. Tutti le info e gli orari sul sito ufficiale di Palazzo Blu.

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