Biennale di Venezia 2013, la mostra Prima Materia

Al via il 30 maggio, in occasione dell'inaugurazione della Biennale internazionale di Arti Visive di Venezia, la mostra Prima Materia, a cura di Caroline Bourgeois e Michael Govan.

Punta della Dogana, la fondazione di François Pinault, aprirà al pubblico a Palazzo Grassi in occasione della Biennale di Venezia 2013 l’esposizione Prima Materia. 80 opere in mostra, che interessano un arco di tempo che va dal 1960 a oggi, realizzate da artisti della Collezione Pinault. Un incontro tra emblematiche correnti artistiche, dal Mono-Ha all’Arte Povera con i capolavori di Llyn Foulkes, Mark Grotjahn e Marlene Dumas. In scena anche una serie di importanti installazioni firmate da Diana Thater e Ryan Trecartin & Lizzie Fitch.

Oltre la metà degli artisti e la quasi totalità delle opere d'arte esposte sono inedite, e verranno svelate al pubblico per la prima volta proprio durante questa speciale collettiva. Alcuni degli artisti in mostra sono: Adel Abdessemed, Robert Barry, Alighiero Boetti, James Lee Byars, Marlene Dumas, Ryan Fitch & Lizzie Trecartin, Lucio Fontana, Llyn Foulkes, Theaster Gates, Dominique Gonzalez Foerster, Loris Gréaud, Mark Grotjahn, David Hammons, Roni Horn, Kishio Suga, Koji Enokura, Lee Ufan, Sherrie Levine, Mario Merz, Bruce Nauman, Nobuo Sekine, Roman Opalka, Giulio Paolini, Philippe Parreno, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Bridget Riley, Thomas Schütte, Shusaku Arakawa, Susumu Koshimizu e Diana Thater.


Lo scenario visivo delle innovazioni artistiche alla fine degli Anni Sessanta è costituito da una profusione di immagini di guerra e di manifestazioni di protesta sociale diffuse dai media. Moltissime opere hanno trovato nell’astrazione, a volte addirittura nel vuoto, la loro modalità espressiva. In quegli anni sono emerse nuove prospettive in merito a temi come l’eguaglianza sociale, l’ambiente e il possibile destino del nostro pianeta. Oggi la scienza e la tecnologia permettono la connessione sociale su scala globale, la costante disponibilità di immagini di ogni tipo e la promessa di soluzioni tecnologiche in grado di prolungare la vita media dell’essere umano e di sviluppare fonti di energia pulita. Eppure, viviamo in uno stato di ansia perenne, in un rapporto di tensione con avversari invisibili e astratti - dal riscaldamento globale al terrorismo tecnologico - immersi in una ridondanza cacofonica di immagini e suoni mediatici.

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