VisualContainer Tv: i video che ci hanno colpito

The (Re)production of space_Visual Container Tv

Abbiamo già parlato di Visualcontainer, un progetto che offre un approfondimento sul mondo della videoarte nazionale e internazionale. C'è ancora una settimana per conoscere gli artisti della rassegna online curata da Patrizia Monzani "The (re)production of space". Oltre al palinsesto della web-tv, i video in streaming sono accessibili anche singolarmente alla voce "On demand". Visualcontainer è il distributor, che metterà a disposizione l'archivio e i servizi anche a scopo didattico (per Accademie e rassegne), mentre visualcontainerTV è il canale che ospiterà curator, festival e progetti video che vanno dalla performance al film d'artista al vjing.

Vediamo un po' quindi quali sono quelli che ci hanno maggiormente colpito. A livello visivo il video più bello è Berlin Skin di Kim Collmer, artista e curatore che ci presenta Berlino giocando con le superfici, le facciate delle case. La città appare quindi 'a strati', pulsando negli elementi dell'arredo urbano. Un lavoro ricco di tecnica e di tensione ludica. Altro esperimento ricco d'interesse è City of night di Silke Witzsch, di Monaco di Baviera, che si addentra nei territori della videopoesia con sguardo attento e capacità di fascinazione. Ne viene fuori un dialogo sottile e delicato tra parole e immagini. La città di notte e una voce taciuta tra diario e impressione visiva... separato dal mondo fuori da vetri e luci, l'artista vi partecipa da una dimensione intima e fortemente consapevole.

Altro video degno di nota è Toronto di Beate Kunath. Qui abbiamo di fronte una brava filmaker che si confronta con la libertà espressiva della videoarte. Un video dalle sonorità poetiche, notturno, in cui i protagonisti sono manifesti pubblicitari, locandine di film sparse per la città. Questi wallpaper diventano testimoni del ritmo dei pedoni, dei rumori che la città produce, dei riflessi in cui si raccoglie ogni passante.
Tecnicamente ben fatto ma più aggressivo degli altri è Speed crystal di Pascal Fendrich e Bernd Härpfer che integra in una drammaturgia astratta e incalzante il piano visivo e quello sonoro. Ne esce una partitura a loop in cui lo spazio si (ri)compone nell'illimitatezza delle prospettive, spezzato, diviso, "shakerato" in maniera ossessiva. Un video interessante ma non facile e soprattutto legato ad un'estetica un po' retrò, che richiama colori e stilemi degli anni '80.

The (Re)production of space_Visual Container Tv
The (Re)production of space_Visual Container Tv
The (Re)production of space_Visual Container Tv
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Infine all'interno dello screening selezionato da patrizia Monzani segnaliamo Almaty House di Martina Wolf e Maiden Voyage di Daniel Urria. Entrambi i video sembrano essere più legati ad un ambiente installativo, di proiezione e per questo forse meno adatti. Nel primo il paesaggio fuori casa si apre e si schiude nei movimenti di una finestra in cui si riflette. Nel secondo una donna in attesa, pensierosa o forse in contemplazione si ferma in un punto d'osservazione particolare, da cui vede l'incessante scorrere dei treni, attraverso i quali forse misura la precisione, l'esattezza o addirittura l'efficacia dei suoi pensieri.

Stay Tuned: a Marzo inaugurerà VIDEOPLAY09 International Videoart Festival di Buenos Aires, Argentina. Nel frattempo aspettiamo di ricevere le vostre opinioni in merito ai video che vi abbiamo proposto. Buona visione!

The (Re)production of space_Visual Container Tv
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