Vademecum del visitatore di mostre d’arte: divagazioni

La mia musa ispiratrice

Seduti davanti a un tavolo, sorseggiamo una birra mentre diamo un’occhiata al catalogo della mostra appena visitata. Il volume contiene molto di più di ciò che è esposto al pubblico. Sfogliandone le pagine, la nostra discussione non può fare a meno di dirigersi verso i significati e le intenzioni delle opere. Inizia il gioco di chi ne ha indovinate di più.

L’arte moderna e contemporanea ci hanno un po’ confusi. Queste opere, ben diverse da quelle figurative cui siamo stati abituati già dai libri di storia, ci interessano, attirano il nostro sguardo e la nostra curiosità. Che le capiamo o meno.
Ma si sa che il compito dell’arte è di suscitare emozioni. Belle o brutte che siano. Del resto, come ho già detto in precedenza, tutto è relativo a questo Mondo, ma l'arte lo è di più.

Spinto dalle ultime emozioni suscitate in me da questi artisti contemporanei, chiedo a Raflesia come sia possibile vedere quello che è il panorama artistico del momento. Bella domanda. La sua risposta è un attimo complessa. Forse.

L’arte, come molte altre cose, segue le mode e gli eventi. Le opere classiche rappresentano spesso storie di vita, gesta di santi e di eroi, momenti biblici, miti e leggende. Questo era quello che desideravano i committenti di allora. Magari c’era anche qualcuno che rappresentava altro. Ma sarà arduo venirne a conoscenza.

Ciò che passa per gallerie, oggi, è ciò che i committenti odierni desiderano. Si potrebbe quasi affermare allora che una persona s’identifichi con l’arte che acquista. O no? Raflesia mi da un pugno in testa. Credo di non aver capito bene il perché. Ma forse ha ragione lei.

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