Le bandiere di Icaro Doria per Meet the World



Lungi dalla fredda statistica, e ben oltre la più fervida vessillologia, l'arte del brasiliano Icaro Doria e dei suoi collaboratori (Luis Silva Dias, João Roque, Andrea Vallenti e João Roque) si sta rendendo famosa sempre più, nel mondo intero, grazia una campagna a base di email a catena, per una volta estremamente interessanti: Meet the World.

Per conto del magazine portoghese "Grande Reportagem", gli artisti si sono mossi prendendo spunto dal mondo della statistica descrittiva (i grafici a torta, gli istogrammi, etc., per intenderci), realizzando una serie di bandiere del mondo dotate di una caratteristica particolare: presentano tutte una piccola legenda che gioca a far corrispondere ai vivaci colori della grafica (perfettamente rispettata) dei valori estremamente grigi, con un chiaroscuro concettuale fra gli elementi della composizione di grande effetto.

Quella che mi pare la più riuscita è quella dell'Angola, che riesce a sfruttare significativamente non solo i colori ma anche l'elemento iconografico del machete. La metà rossa della bandiera, in alto, corrisponderebbe alla popolazione affetta dal virus HIV, il nero a quella piagata dalla malaria e il giallo della lama, proprio al centro fra quelle due sofferenze, chi ha accesso alle cure mediche. Distanza che, così, simbolicamente, dilania il resto della popolazione più delle stesse malattie.

Tutto all'opposto del significato ufficiale di quei colori. Secondo cui il giallo al centro sta per la ricchezza naturale del paese, il rosso per il sangue dei martiri per l'indipendenza, e il nero per l'Africa stessa.

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