Cento fiori per una primavera culturale nelle fotografie di Mei Xian Qiu

Tanti fiori, forse cento, fiori grandi e carnosi come non si vedevano dai tempi di Frida Kalho. I fiori diventano il fulcro delle fotografie di Mei Xian Wiu, artista per metà cinese, per metà indonesiana, che tra ricordi storici e slanci verso il futuro ci invita a partecipare ad una nuova primavera culturale.

Mei Xian Qiu sarà in mostra fino al 15 Maggio alla Paci Contemporary di Bergamo con la personale di 19 fotografie su plexiglass dal titolo "Lascia che mille fiori sboccino". Il bellissimo titolo lascia poco spazio alla fantasia e si intreccia con la storia: fu proprio Mao a pronunciarla nel discorso del 1956, quando diede inizio alla campagna dei Cento Fiori, prendendo spunto dal filosofo taoista Zhuangzi, per spronare intellettuali, giornalisti, scrittore, scuole a contribuire attraverso la cultura allo sviluppo della nascente Repubblica Popolare Cinese.

Anni di grandi cambiamenti che Mei Xian Qiu da cittadina americana, interpreta con una vena poetica e contemporanea. La cura dei particolari regala alle foto una estetica raffinata. Non è casuale nemmeno la scelta dei modelli: nelle divise verdi dei soldati "armati di fiori" si nascondono veri studiosi di cultura popolare cinese ed artisti asiatico-americani.

L'immagine del giovane avvolto dalla bandiera rossa è il simbolo di una cultura che si riappropria della propria autonomia, ma che guarda oltre i propri confini, che sa confrontarsi con il resto del mondo, che trae forza dalla propria cultura senza dover cercare la supremazia assoluta. Cina e Stati Uniti, per l'artista, sono le terre del confronto e dell'apertura verso sempre più ampie frontiere di pensiero che parlano di libertà sessuale, di pace culturale, di informazione, di assenza del potere repressivo.

Esiti di una storia che che non si è mai compiuta, ma che nella fantasia dell'arte può rappresentare un'incoraggiamento.

Foto| Paci Contemporary, Bergamo

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