Un grande critico d'arte su Twitter: Blake Gopnik


Ogni mese una nuova categoria lavorativa apre a Twitter. Questa volta sembra essere quella dei critici d'arte, anche molto blasonati, come quello che risponde al nome di Blake Gopnik, il critico in forza al Washington Post. Il quale, checché ne dica il sempre snob Tyler Green (anche lui su Twitter, del resto), del raffinato blog d'arte di Artsjournal, è pure sempre uno dei più influenti giornalisti nel suo settore. Uno degli ultimi settori, del resto, insieme a quello della gastronomia, in cui pare si possa realmente incidere nella realtà che si racconta.

Tyler Green non fa che accusarlo di trombonismo e scontatezza, sia dalle colonne del suo blog che dai tweet (sic) del suo Twitter (che, lo ricordiamo a questo punto, non è altro che il più diffuso sistema di microblogging al mondo, vale a dire di blog con post di 140 caratteri). Sono le normali accuse di un blogger con l'invidia del cartaceo, o c'è un fondamento di verità nel suo atteggiamento?

Dopo esserci iscritti al Twitter di Blake Gopnik, dobbiamo ammettere, non abbiamo notato particolari vecchili nell'espressione del pensiero, né nella scelta dei contenuti. Anzi, ci ha sorpreso la scarsezza di link/spam ai propri articoli sul Washington Post e la presenza di molti spunti interessanti su dove dirigere la propria attenzione, in un mercato forse poco toccato dalla crisi finanziaria, per il momento, ma comunque a rischio perenne di essere frainteso o male influenzato. E il fatto che questo avvenga attraverso uno strumento semplice e all'avanguardia tecnologica come Twitter non ci fa che sperare in un mondo migliore.

  • shares
  • Mail